Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1925
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pagina
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835
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L*emigrarmi Veneto dopo VUU/ranta 633
tewi aveva constatato come in quello molti nomi mancuwro che 4 leggevano invcec in questo, come ad esempio : Tommaseo Minotto, Varèv Zanetti, Gremisco, Da Camìh, Galateo, Maggi. Mutici, Rcdaelll, Solerà, ' Vandoni, etc tutti notoriamente contrari Ano dal -48 alta fusione col Piemonte; il che dimostrava all'evidenza che nell'emigrazione mancava la compattezza intorno a un argomento di capitale importanza : cosa questa che sarebbe stata certamente notata, e che avrebbe colta o scemata d'assai l'autorità dei delegati fji"). E pur ammettendo: chfcgÙ per* socialmente era fautore dell' unione al Piemonte, non si sentiva pero di apparire come rappresentante .di una frazione o di .un partito; e In*!-steva quindi sulla necessità di una adunanza plenaria che componesse il dissidio.
In via subordinata notava che una deputazione composta di quattro personaggi gli pareva troppo solenne e in contraddizione col paragrafo V del mandato che diceva, la missione aver carattere soltantoconfidenziale e secreto.
Nell'ulema parte della sua lunghissima lettera esamina l'Avesani la questione della limitazione posta ai deputati nella trattazione dell'aitare} e' poiché mi pare di capitale importanza anche perchè riassume in certo modo le cose già dette e le porta a conclusione, cosi credo utile riferirla testualmente. I
A> Vengo ora scrìve egli all'ultima osservazione che trovo nella -4 sua lettera, benché non sia nel mandato, ma che- è: così pronunziata :: che mi par èssere l'espressione di un sentimento non solamente ìndt- vidualc di Lei, ma del Corpo, o Unione, o Club, come direbbero gl'Inglesi; di- cui EUla si firma nel Mandato, qualSecretario. Ella e dice che la Deputazióne potrà prendere in considerazione il proti); fca scissura tra l'Emigrazione -uva (n, ciò principalmente, che mentre gli uni [i firmatari del mandato] consideravano l'unione al Piemonte condizione cssenrialissima all'indipendenza della Venezia; gli nitrì p firmatari del memo-rtalé ritenevano Che le due questioni; indipendenza -e umana, potessero Star be-ijisslmoiseparater considerando la prima- come principale, la seconda come su> bordìnau* e quindi da trattarsi soltanto dopo ricolta la prima. Nel caso specifico, alcuni altri, cuiac ad es. il Pincherle (che pure era tra I favorevoli att'u-olone), giudicavano che fòsse Intempestivo e imprudente presentare alle Potente Ile due,domande Insieme, per non tumulare questioni, che, secondo èssi, erano da mantenersi distinte, riservando la seconda, e cioè l'unione, a quando la prima, e cioè 1:' ìmiirmtm<it fosse otijnuta>; La divergenza .del resto non era nuova, e senza risalir più lontano; basti ricordare le appassionate discussioni che si colsero sidl'argomeuto uelì'Assemblea Veneta del quarantotto*