Rassegna storica del Risorgimento

HOHENEMSER EMMA ; HOHENEMSER SOFIA
anno <1915>   pagina <95>
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Garissima fanciulla,
Le rimembranze del lago nfassediano, ed lo ben volentieri ca­pitolo davanti al loro assalto eli seduzioni scrivendo prima d'avere una risposta alla mia, ohe ho spedito, giorni sono, a Franeoforte an Sie dlrekt, È un tesoro 41 dolci ricordi che ha la dolce amarezza dei beni elio fu­rono ; è una lanterna magica con una successione di scene e di senti­menti d1 una soave armonia dietro la quale fugge la rapita immagina­zione In un paradiso perduto Come Si fa a non scrivere ad Emma
quando le sue mille ed una attrattive vi danzano amorosamente d'in­torno ? Mando dunque un saluto ed un saluto italianissfmo alla mia Aera abitante delle sponde del Meno. Cosa fa ? Cosa pensa ? Io la vedo spesso olle rosee dita della sua mano sulla quale leggermente adagia il mento in atto pensoso e sicuro. Buon di al mattino a buona notte alla sera a questa bella signorina Io dieMa òr sono quindici giorni e se a questa consuetudine lo falliva qualche volta che caro rimprovero usciva dalle labbra di quella vezzosa IÉ? Cfài6 avrei caro pur solo un rimprovero l Scrivo in italiano perchè più spontaneo sia il discorso ed ora che ho incominciato continuo perchè m'ò venuto in mente che Velleda dovrà occuparsi un tantino di più della mia lettera che non farebbe se le scri­vessi in francese. E poi il francese nella sua universalità ha qualche cosa di comune, che mi rifugge quando ho da trattenermi con una cosina così distinta, cosi eletta come è la cara ombra che mi sta d'accanto. Alla quale racconterò che la nostra vita continua qui in Piacenza quale era quando lasciai Cadenabbia. Tutti i giorni, meno domenica e giovedì, si parte dalla cftta alle 1- del mattino per rientrare alle 3 e si fanno cosi dodici miglia di marcia e tre ore di esercizi sulle pietre dI fretto della trebbia che è un fiume ohe scorre nelle vicinanze della città. É 'un divertimento patriottico molto differente dalle nostre gite nelle quali dominava ili dolca far nulla; seduti come eravamo, In barchetta .e cul­lati dalle acquo* dei Jago > -Quanti aspetti e quanti colori prendevano le cose a noi intorno ! E qua a là c'era sempre qualooaa da ammirare, qualche cosa che aveva colpito uno di Htìiv Ci erano le sue pause in cui l'ammirazione era silenziosa; ci erano t vivi dialoghi che À 1* stogile vano dal guardare la natura inanimata; a in quelle vlvàul di­scussioni gli sguardi si animavano, la voce ed il viso scherzavano come le aure, suonando ora sommesse e quiete parolette e sorrisi ; ors pa­role e risa che echeggiavano! Ohe allegria e che piacere nelle nostre pas­seggiate lungo la spiaggia con frequenti fermate a piccoli passi