Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1925
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pagina
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836
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GÌHttpf>t Salièra
I* erto di risento danaro nel solo caso ** Jtè l'AiiBtì e k alte
* Potenze acconsentano non solo all'indipendenza a*x>Juta dal VMO
* <l ogn dominio diretto o Indiretto dall'Austri, ma anche olla ftaft unione col nuovo Regno dell'Alta Italia ", Mi pare ch'Ella e I *ud Commitenti riguardino l'offerta del riscatto a danaio quasi come wr3 i < del mandato [infatti il mandato non ne fi parola], e come una fi* cenza che si accorda ad alcuno dei deputati, se mai gii venisse f
* mente quell'idea, licenza però che gli si accorda imbrigliandola.-Io amo dichiararle, o Signore, ch'io al contrario riguardo quell'idea co*i essenziale che non saprei come presentarmi senza. Come potrei doraan- dare alle Potenze che l'Austria aia scacciata dalla Venezia* che Ve U*-k sciata col trattato di Villafranca, senza dire<r Siamo, qui per riscattarla "? I
* Una delle due, o bisogna conquistarla colle armi, ciò che Napoleone non ha voluto e il Paese non ha potuto e nemmeno possiamo no: o offerire di comperarla. I Governi a cui io mi presentassi per dire f* * fateci dar indietro Venezia senz'altro mi rìderebbero in faccia, e e mi rimanderebbero al mio Opuscolo, ove dico ciò a ad sarebbe buono un Congresso ". Potrei io forse replicare: " Si, ma allora io non feci una distinzióne che ora mi è imposta, e devo formulare la mia domanda cosi " Obbligate l'Austria ad abbandonare la Venezia per U -mente-:: sei poi; l'Austria e Voi accordate inoltre di unire la Venezia al Piemonte', noi potremo dare all'Austria un po' di danaro per buona uscita? (r).
Io non posso accettare un tale mandato: Nondimeno non ces
ti) Vecchia questione questa del riscatto della Venezia con danaro. Ne* ve la troviamo gii accennata nel 1848 in una lettera di lord Pabacrston a lord Ponsomby, rappresentante inglese alla corte austriaca, nella quale e detto detta convenienza per l'Austria di separare dalla sua corona il Lombardo Veneto dietro equo compenso, per togliersi alla minaccia di guerre future. La stéssi idea ricompariva nel 1856. ih Un articolo dell'iwfowMj/. riprodotto nel Dìrìth del 22 giugno, e largamente, discussa nel cìrcoli polìtici. La ripigliava nel JS9k ancor prima della guerra, Il veneto Valentino Pasini in un suo studio L'Au-triche et le Royaume Lombardo-Venltlcn au point de Va (ìnancier, ou de la necessité finandere pour l'Autrìche d'abandoncr le Royaume Lombardo Venltìen i pubblicato a Firenze. Dopo Villafranca, il Pasini, d'accordo éwv altri patrioti, tornava sull'argomento, insistendo presso il Governo sardo perche iniziasse senz'altro le pratiche con l'offerta alVAustTia di una somma vistosa. E infatti le trattative furono avviale, ma rifiutandosi l'Austria di trattare col rappresentanti piemontesi, questi si rivolgevano come intermediario al Ministro di Francis barone di Bourqueney, il quale presa voce da Napoleone, li consigliava a non