Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1925>   pagina <837>
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Vanti*ùntone Vn*ta dopo VUlafranca 37
w,ro dì prestarmi, come mi prestai, presso questi Ministri, enz'altra r Autorità che quella che possono darmi i miei precedenti la mia
* vecchiaia a favore della patria, alla quale ho sacrificato gli agi. l'amor proprio e gli affetti di faniig) la,
Sono in ogni caso ben contento d'esser entrato in coriispon- densa con Lei, di cui, oltre il valor militare, godo di apprezzare la
* sagacia civile e politica. . (1).
11 rifiuto di Pincherlè fr di Avesani, e le obbiezioni loro rendevano necessaria una nuova adunanza dell'Emigrazione per 1 provvedimenti del caso, tanto più che un altro dei deputati prescelti, il Dolfin-Boldù, conosciuta la decisione dei due su nominati, pareva inclinato a imitarli.
La nuova adunanza fu tenuta il 29 agosto a Torino, e in seguito ad essa il Delfio recedeva dal suo proposito* Se non che saputo subito dopo che i suoi colleghi del Comitato s'erano recati a Milano per accon­tarci con gli emigrati di là, senza avvertirlo, e parendogli per ciò offesa la sua dignità, con lettera del 31 agosto, dava le sue dimissioni (2),
Spiacente di ciò: il Comitato, e desideroso di dissipare l'equivoco inviava al Dolfin-Boldù la lettera che segue', e che trascrìvo intera per­chè ci informa delle conclusioni a cui >era venuta. l'Emigrazione nei ri­guardi del Mandato, dopo le motivate rinuncie di Pincherlè e di Avesani.
Torino, li 3 Settembre 1859.
Onorevole Concittadino,
La Commissione degli Emigrati Veneti di Torino apprezzando <c -il sentimento che la mosse a scrivere la sua lettera del 3.1 agosto p. p trova Utile di offerirle le seguenti spiegazioni:
insistere, dà poi: che l'Austria mai si sarebbe indotta a cessioni diverse di quelle stipulate a VUlafiranca. E la faccenda non ebbe seguite.
VAvesani che personalmente era favorevole al riscatto, dissentiva'dal Pa­sini e dagli aderenti a lui circa la forma, sostenendo che non fosse da versare una data somma, ma di capitalizzare il tributo che pagava il Regno d'Italia, e di usarlo per la redenzione; il che, secondo lui,, non aveva nulla a che Gire con le cifre del Pasini, il quale partiva dal falso presupposto che l'Austria, per quanto smungesse dalla Venezia, era pur sempre in perdita perche costretta a mantenervi un grosso e costoso esercito d'occupazione.
(1) Museo civico dì Padova, Documenti del Comitato politico centrale veneto . Lettera autografa di F. Avesani ad A Cavalletto; Busta 3355, cari. 145.
(a) Le lettere del Dolfin-Bnldo Si trovano nei Documenti ava sopra citati in un volume del Protocollo N. 3263.