Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1925
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pagina
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840
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840 Giuseppe Solilro
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Il triplice trattato dì Zurìgo Y J ) io novembre 159], trascinatovi per oltre due mesi fra l'ostinazione e la prepotenza dell'Austria da ona parte e la malevolenza di Napoleone dall'altra; confermava in ompieso i preliminari di Villafranca. La Lombardia, tranne Mantova e Peschiera, passava al Piemonte, obbligato questo ad assumersi il carico del débito pubblico, a versare alla Francia sessanta milioni di franchi per compenso di spese di guerra; la Venezia restava sotto il dominio dell'Àu- stria, ma entrava a far parte della Confederazione italiana sotto la presidenza onoraria del Pontefice; nessuna soluzione concreta per l'Italia Centrale, fuorché l'obbligo all'Austria dì non assistere con le armi il ritorno dei principi spodestati.
Le catene si ribadivano un'altra volta intorno ai polsi sanguinanti della Venezia; non pertanto non disperavano ancora gli emigrati veneti che un prossimo Congresso potesse correggere i patti di ViUafranca e di Zurigo, e risolvere la questione italiana più che mai arruffata per la decisa volontà della Toscana e dei ducati di unirsi al Piemonte, e per le difficoltà di dar corpo alla famigerata Confederazione.
In questo Congresso [che fra parentesi falli, anzi non fu nemmeno convocato, perchè se ne riconobbe l'inutilità, visto che l'Italia Centrale era irremovibile nel voler la sua unione al Premónte e che Austria e Pontefice non ammettevano < che si parlasse dì riforme net rispettivi Stati] speravano assai anche i profughi tridentini e istriani numerosis-J siroi a Torino, a Milano e a Brescia principalmente, dei quali, alcuni pochi si ostinavano a ritener possibile ancora un'azione vigorosa dei governi per costringere l'Austria a sgombrare dall'Italia; altri, i più si accontentavano fosse stabilita l'unione del loro paese alle provincie del Veneto, unico mezzo a loro avviso possibile e pratico, per non escluderlo nell'avvenire da nuove eventuali combinazioni politiche.
Già prima di Villafranca i Municipi tridentini, d'accordo con quelli dell'Istria, s'erano affrettati ad affermare, con solenni votazioni dei loro Consigli, con memoriali all'imperatore, con l'agitazione delia pubblica opinione (uniche armi in loro potere) il desiderio loro e la necessita d'essere uniti alle provincie del Veneto. Li secondavano i più autorevoli dei loro conterranei emigrati, a capo dei quali stavano: Vittore
() 1 trattati effettivamente furono tre: il primo tra Francia e Austria, il secondo tra Francia e 'Eieuiautc, il terzo Ira tutte e tre le potenze belligeranti.