Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1925>   pagina <848>
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8*ft Citunppt Solito
Campirle le pratiche tui tu tetterà accenni,, ritennero Decanati L capi delt'cmigruxione trentina di tener un'adunanza in Milano, il 9 dicembre per gii ultimi accordi. Erano presenti Giovanni Rì/r/j Vittore Ricci. Antonio 'Gazsókttf, Curio Esterfe 6iu*eppe Graziarci, jxmm Pesti, e fu convenuto di incaricare apposita Commininone di abboccarti col Cavour che ai sapeva- esser tato nominato plenipotenziario dei Pi1?-monte al congresso, per esporgli il progetto e udirne il parere. 0 Ca­vour consigliava senz'altro l'invio al Congresso delta deputazione tren­tina, la quale per la natura dell'argomento che intendeva sottoporre alla discussione,, estraneo affatto dell'ordine dei lavori già fissato, cor> reva rischio di non essere neppure 'ricevuta. Osservava inoltre che non conveniva per il brion esito della pratica concernente l'annessione del­l'Italia centrale, sollevare una questione di confinsi in cui la Prussia avrebbe potuto vedere un attentato contro l'integrità della Confedera­zione germanica. I Commissari trentini accettarono', la tesi di Cavour, [te vi si: uniformarono, ad eccezione del Gaszolètti, che dissentendo, volle ad ogni modo stendere ed inviare ai propri concittadini tuta lunga- e vigorosa protesta (t-.).
nemico tutto l'Alto Adige fino alle' Àl?i occorre ricordare che fino dal 184S. perduta ogni speranza di raggiungere il confine naturate, molti patrioti triden­tini credettero di provveder meglio all'interesse del proprio paese, e di otte­nere :phv fàcilmente la congiunzione di esso con la madre patria, scindendo la regione, che geograficamente e storicamente forma un tutto inscindibile, in due partì; la prima dalla chiusa di Verona alla stretta di Salorno; la seconda da questa al Brennero/e .alla Vetta d'Italia. E.questo concetto strenuamente difeso. e dopo la guerra del '9,:'cipih dopo quella del '66 diventato: il (redo d'ogni buon tridentino, genero, nell'anima di molti italiani del Regno, anche colti, l'er­ronea credenza Che soltanto il Trentino spettasse di diritto all'Italia, mentre l'Alto Adige fosse di diritto tedesco. Non e qui luogo di dire quali discussioni e dissensi l'errato concetto, nato puramente da un principio di opportunità con­tingente,, originasse anche ai nostri, giorni. Fortunatamente l*Impeto della no­stra vittoria, e V'Opera valorosa di alcuni veggènti, tra i quali, .ut prima linea H prof. Ettore Tolomeo; oggi seuniorejdcl tèegno. con VArcKfàa per tfo Adige, sbnratóaron- il campo dagli oppositori, e con felice ritorno alla più an­tica e pura, tradizione italiana, i'.yuicn vera, fissarono all'Italia quei giusti con­fini settentrionali cHe la natura stessa le nudato, l.e pache opposizioni che re­stano sono destinate a scomparire, tdl tramonto dei più vecchi della genera itone vivente. Nelja precedente noiit -a p. 845 ho g-*a. accennato .come e perche alcuni studiosi, con a capo Giulio SlrOnT siano: dì parere vinario, (t> MARCHÉTT, op, eli., H, pi 5, e: sggv