Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1925>   pagina <849>
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Napoleone Intanto davanti ll'ognar crescente favori? con à Vìa-ììilterc* conVtderavu le aspirazioni ftaUnnq davanti alla PruMia che di' diìaravft dì non contrusuirle (t); ma wj*m tutto davanti all'civerko ai-teggiamentò dell'Italia centrale,, disposta a fronteggiare anche con ile nrmì ogni tentativo dì restauntn- dèi principi gpodestat; si decìdeva a mutar polìtica e a mostrarsi meno intransigente nella queNtkmc della Toscana e gei leticati; ìiinicó mezzo ormai per' limetta in valore 0 trattato del 18 gennaio 1S59, il quale, nel previsto caso di un aumento territoriale del Regno di Sardegna, assegnava alla Francia Le provincie di Savoia e Nizza, alle quali aveva esplicitamente rinunciato dopo i preliminari di ' Villafranca.
Segni palesi di questo mutamento furono: la pubblicazione dell'o-pnscolo // Papa e il Congresso, scritto Botto l'ispirazione dello stesso imperatore dal visconte dì' La Guèrronnierè [22 dicembre 1859] e il licenziamento del .ministro Walcwski. sostituito dal Thouvenel [4 gen­naio 1860].
La tempesta di recriminazioni che l'opuscolo, scatenò a Roma e nel mondo cattolico, e le fiere: parole dei Pontefice che lo qualificò un monumento insigne d'ipocrisia e un ignobile quadro di contraddizio­ni * (2); nonché l'ostinazione dell'Austria che rifiutava ogni accordo e ogni contatto gol Piemontese non inrendeva di assumere impegni di sorta pel suo governo nella Venezia, fecero smettere, come ho notato già, ogni idea di congresso.
Lo stesso Napoleone incamminato ormài; ;per altra yià>. non lo de­siderava, considerandolo un ostacolo al conseguimento dei suoi fini.
Gravissima invece fu la delusione dell'Emigrazione veneta, che nel tramonto del Congresso vedeva naugrafare miseramente e completa­mente le speranze.sue nell'azione della Diplomazia europea.
Altro non le restava che fidare in se .'stessa e: nellìatfesa di nuovi avvenimenti, intensifteare intanto l'opera propria a prò delle oppresse province, jiiuintenere alti' gli spiriti .djcìi propri concittadini e indirizzarli e aiutarli ad affrettare il giorno della liberazione.
Padova, [febbraio '925.
GlCSBFPE SOEfTRO.
(1) ;11 ministro iSchTelnit?, e ki istesso. Bismurch, ambasciatore allora a Pie­troburgo M sii mostravano favorevoli,: Unico *' irriducibile oppositore era il principe reggente CugHcJmo cljs noli ammetteva' altro diritto che 11 divino.
" (*) Parole rivolte Pio IX il gennàio rSé, nel ricevimento di capo d'umici ai generale Guyórv comandante PcsercUo francese di occupatìoneM Roma.