Rassegna storica del Risorgimento
CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; MINGHETTI MARCO
anno
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1925
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pagina
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855
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Cmwii r MinghtUi
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liberali Vecchi elevati nelle ideo della rivoluzione franche, e poi tritìi carbonarismo, ne sospettavano per fcauste del padre ch'era tato capò della polizìa in tempi severissimi, e delfratello che appariva troppo ìn* cimato a idee ehiesiasticlvL', :t: liberali nuovi sentivano in lui un emulò:. troppo supcriore. La sinistra della Camera non si fidava di Cavour, ne la destra tampoco. E lo stesso Vittorio Emanuele s'èra risoluto un pò suo malgrado ad accettarlo, perchè con quel fine spiritò che aveva nel-l" indovinar cose ed uomini, 'temeva di accollarsi piucchè un consigliere, un dominatore {*).
Nell'estate dei i5'S in Piemonte il Cavour aveva già formato il suo grande mistero: e francamente procedeva nella via liberale, mentre, negli, altri Stati <f Italia, .la reazione infieriva. Il Mìnghetti, ritornato M Torino, vide spesso il Cavour e per la prima volta Io udì parlare al Senato il 2 luglio e. difendere il Contratto colla Compagnia transatlantica da Genova a New:-V7oric. :e a Rio Janeiro, Il suo discorso, narra il Minghettiy era eliìarfssimpi con ordine di idee ben serrato, con sodezza di argomentazioni, talora condito di qualche frizzo; ne gli mancava la facilità di trovar la frase, gli mancava l'eloquenza, il calore. Era quello Cjhe gl'Inglesi chiamano un debater,, non un grande oratore. Pia tardi la grandezza dell'argomento e la passione lo sollevò qualche volta alle più alte cime dell'eloquenza )6
Ma quando: i due grandi statisti strinsero ancora più intima amicizia, cominciando fra loro a sfarsi confidenze politiche ed a soccorrersi vicendevolmente di consigli utili per la causa dell'Italia, fu nell'estate del. x854>
Si stava allora preparando dalle Potenze occidentali la guerra-contro la Russia.
Il Mìnghetti, portatosi a Torino, quivi ebbe 'parecchi colloqui col Cavour (da questi sollecitati, perchè vedeva nel Mìnghetti non solo l'amico fedele,, l'uomo intelligentissimo, ma anche uno dei consiglieri più illuminati e spassionati, estraneo ai sentimenti ed alle beghe della poli-dea piemontese) e coli'Hudson ambasciatore inglese presso il Governo Sardo, sulla dibattutissima questione della partecipazione o meno del Piemonte all'alleanza anglo-francese e alla guerra che si apparecchiava in Oriente. Al. .Cavour dovette riuscire di non poco confortò, tra le contrarietà dei municipalisti conservatori .piemontesi e dei democratici ra-
(r) Ricordi citati, p,, ti, (2) Ricordi citati, p. 23;,!