Rassegna storica del Risorgimento

HOHENEMSER EMMA ; HOHENEMSER SOFIA
anno <1915>   pagina <97>
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Anselmo fu a trovarmi * mi disse del canoccliiale. Si ricorda
quando io lo diedi a lei a Torino ?
Tanti salati alla Mamma e fratelli.
E mi dica tatto il suo Ernst.
Suo LAMMCHEN.
Plftcenira /! :-2B Wìt*. ÌW>.
XVI.
(Jupm li lKJ novatore JSflQ. Chère Emma,
Se avesse veduto il Signor Hlrt l'accoglienza ohe ho fatto ai suoi ca­ratteri, prima ancora di leggere, al solo riconoscerli ; allora il Signor Hirt avrebbe riconosciuto il Lammchen tale e quale rispetto all' Hirt come quando, guidato dai cenni ed anzi cercando d'indovinarli, seguiva i suoi capricci o viveva per così dire all'ombra della sua bacchetta pastorale. Questo è un tema per Lei, signora scolara d'italiano che è superba dei suoi progressi dei quali parla continuamente. Basta; senza L'abitudine di credere come un Lammchen che sono dubiterei non veggendo 1 suoi vanti confermati da qualche prova. Spero intanto che questa lettera le dia dl Alo da torcere. Ha capito ! Qui ci vuole un buon dizionario e forse anche un consiglio di famiglia per capire quella frase. Ho tanto gusto ad immaginare l'Hirt che studia il linguaggio della pecorella, che vorrei toc Tare tutti i termini più difficili perchè la mia lettera di­venisse uno studio serio; e che Jl fiero Hirt seduto al suo tavolo, come leggiadramente si descrive, regalasse qualche bieca occhiata al Signor ca­pitano. Sono stato nominato capitano ed ho cento cinquanta pecorelle da condurre. Ah ! se avessi l'impero, il fascino di un pastorello del Meno l Come mi ubbidirebbero e mi vorrebbero bene i miei soldati ! Ve­ramente ho avuto torto di non iscrivere, ma io m'era fitto in capo di essere in credito d'una risposta da Francoforte ed aspettavo sempre una lettera che avesse quel timbro postale. Sono rimasto sempre a Pia­cenza fino al giorno 4 del mese che corre sempre iu osservazione sulla linea del Po guardando in cagnesco gli austriaci che andavano in­grossando e minacciando, intanto che il resto della nostra armata com­piva la brillante campagnu contro Lamoriciòre, e dava 1' ultimo e il più forti crollo all'armata borbonica. Quanti allori, quante medaglie, 8 quanti saccessi ohe non ci lasciavano dormire dall'invidia. Arrivò sugli aitimi d'ottobre la mia nomina di capitano. Mi dispiacque sul prin­cipio di dovete abbandonare 11 21 battaglione ch'era come la mia fa­miglia militare, ma pure mi consolavo sperando d'essere destinato ài