Rassegna storica del Risorgimento
CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; MINGHETTI MARCO
anno
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1925
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pagina
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856
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856
Giovanni htaktt
dicati, il parere dell'amico Iiolognc*e incodizionatamentc ;*-.-., - pei la partecipazione all' impresa.
* Per me, dice fi Minatili, *in dal primo giorno l'intuizione chiara e netta. Fosse u no l'Austria ni lei fu della Franr;!:, e ijiclt* foglili-1 terra, partecipasse essa o no alla futura guerra, mi pareva di nomaci utilità per Vavyenjrt dèi Piemonte e dell'Italia che, dopo l'abbattimento di Novara, si rialzasse moralmente e materialmente; moralmente* .* trando partecipe in una questione di tanta importanza, e materialmente, se fosse stato possibile, rialzando il prestigio dell'esercito oscurato dalle campagne dèi' S848: dèi 1849, E ciò sèia assieparsi comperisi'wrnzà por condizioni, senza esigere promesse di sorta. Codesta idea cosi chiara e netta piaceva natura]inente all'Hudson, sembrava gradire anche al Cavour: ma è noto quante difficoltà già egli avesse trovato nel Gong siglio dei ministri, :e quante me trovasse, di poi innanzi di poter giungere al fine desiderato, E pòi altro era l'opinione di un :amic che non aveva responsabilità veruna altro il giudizio di chi doveva dare al Re un consiglio, ed esporre -i destini della patria ad incerta sorte (t).
L'anno 1855 segnò il vero principio delle grandi fortune del Je-j monte. Quando il Minghetti, sul finire dell'estate, di ritorno da un breve viaggio in Inghilterra, Ai a: Torino, giunse notìzia della battaglia della Cernaja, in cui i Piemontesi, s*erano, col loro valore, coperti, di gloria. Era il trionfo di Cavour e della sua politicai FI Nostro andò a passare col Conte un giorno a Sàntena. Ivi si trovavano anche il Rattazzi, l'Oldofredi, il Massari, il Pani zzi, venuto da Londra in. vacanze, l'ottimo Recebi, ed altri, tutti devoti ammiratori del Conte e della sua politica.
Mia al Minghetti premeva di poter stare qualche poco da solo, a godere le esaltazioni e la comunione con quell'Anima grande. E col-Cavour, solo, potè passare due giorni a Leri; Quali fossero i discorsi dei due eminenti uomini, possiamo facilmente..immaginare. Il Cavour,] orgoglioso e fiero "d'avere voluto la partecipazione all'impresa a qualsiasi còsto,, e con assoluto disinteresse, intendendo così d'ipotecare me-1 glio l'avvenire a favore dèi .-suoi' arditi progetti e delle sue immense speranze.
L'amico bolognese, partecipe, con cordialità affettuosa e con ammirato trasporto, alla legittima gioia ed alle speranze del Conte; fin d'allora, alla mente d'ambedue, doveva balenare distintamente il sogno della futura grandezza d'Italia.
(1) Ricordi citati, p. 5-