Rassegna storica del Risorgimento
CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; MINGHETTI MARCO
anno
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1925
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pagina
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860
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6 Giovanni Maiali
Tale è i'utmwasione profumla, incancellabile she U MWii, *a d'allora bl>c delle Ideo del corttn- -li Cavour.
Il quale seppe, con dignità e fértuei? lavorare tanto bene l'amino dell' Imperatore, .da ottenere quello cui principalmente mirava, cioè la questione italiana nel Congresso, vi1 .riunii'mirabilmente. La seduta del i6 aprite rimarrà nella storia italiana come il punto primo di partenza della nostra redenzione. In essa il. Cavour parlò alto e forte contro le occupazioni militari stranière in Italia, con grande dì* spetto del plenipotenziario austriaco conte di Buoi, e anche del Wa-lewskt che, suo malgrado, s'era dovuto adattare alla volontà dell'Imperatore.
Il Minghetti per non fai nascere sospetti al governo del Papa sol suo viaggio, scrisse le sue lettere d'affari da Liegi. Tornò una seconda volta a Parigi, da dove, adempiuta totalmente l'opera a lui richiesta, se ne tornò a Bologna. E qui lo raggiungeva una lettera del conte Oldofredi "ladini Ercole, allora a Parigi' c: in stretta relazione col Cavour in data del 16 aprile.: Gli diceva: * L'importanza di questa seduta sta nella constatazione dello stato deplorabile d'Italia, constatazione che si conoscerà dal mondo intiero colla pubblicazione dei protocolli. E una pre-.messa dalla quale a suo tempo si potranno tirare le volute conseguenze. Cavour si é condotto Con una grande abilità .
Il Minghetti non parlò mai, né tanto meno si vantò della sua andata a Parigi: e dei suoi buoni uffici adempitivi, agli ordini di Cavour.
Ma quando l'Italia era già unita, nella seduta del 25 marzo xS6i. nella quale fu dichiarata solennemente Roma capitale del Regno, ebbe dal Conte un'inaspettata testimonianza, che, gU'Tu sommamente cara e gradita.
Disse, adunque, il Cavour, in quella memoranda seduta: Io mi ricordo che al Congresso di Parigi,.altìssimi personaggi ben disposti per l'Italia, e preoccupati specialmente delle anormali condizioni degli Stati Pontifici, insistevano presso di me onde tracciassi loro le riforme, da presentarsi alla Santa Sede, onde indicassi il modo con cui potessero essere applicate. Io. allora rifiutai di farlo, e proclamai altamente.1 le dottrine che ho ora. (esposte, cioè, la impossibilità per il papato di aderire] ai consigli che gli si volevano dare, e sin d'allora, aiutato dal mio egregio amico il ministro Minghetti, che ebbe parte principale ili quei negoziati (è qui mi è grato aver occasione di rendergli la giustìzia che gli si dee, e di attribuirgli quella larga parie- dì merito che mi si e voluta dare esclusivamente per ciò che si è compito a Parigi)* ho dichiarato altamente che il solo mezzo di mettere le Ramaglie e le Mar-