Rassegna storica del Risorgimento

CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; MINGHETTI MARCO
anno <1925>   pagina <865>
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Cavour e Mtnghtiti
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l'azione, suggerimenti, istruzioni e moniti, dei quali il Nostro, k su­perfluo dirlo, fece grandissimo tesoro.
f Se non seguirà intervento austriaco, aveva detto, il grande Sta­tista, (e l'Imperatore assicura di avere avuto guarentigia; voi non avelie la. combattere che t .soldati del Papa 'é quelli del Duca di Modena. Facile combatnmeino, tacile vittoria! Ada il pericolo sta nel lasciarvi sopraffare dall'agitazione rivoluzionaria. Guai a "voi:-se ciò avviene; l'Europa non vi avrà più nessun riguardo. Bisogna che diate esempio di ordine e di moderazione; ciò vi abiliterà a tener ferma la volontà espressa di annessione al Piemonte. Su questo punto non ascoltate lusinghe e non vi lasciate, intimorire da minacce. Vi saranno offerte concessioni, riforme, ordinamenti più 0 meno. buoni; ipon accettate nulla, chiudete gli occhi a qualunque baglióre di speranze diverse. Il compito vostro è arduo, ma bello, e sta nelle mani vòstre salvate l'Italia >.(ti.
I suggerimentii i moniti 4'lel Cavour furono scrupolosamente osser­vati. E tanto; tu rordint--,, tanta la disciplina, tanta la fermezza seguite] nel criticissimo momento di transizione, 'die tutta 1*Europa ne rimase meravigliata e stupita.
Da Bologna, gli Austrjaci erano partiti il giorno ri- giugno. Li­bero il Mi aghetti dalle cure dell'ufficio, ihiziò qui, dove era una situa­zione alquanto incerta, un'opera saggia, intesa al raggiungimento delle annessioni dell'Italia centrale al Piemonte, a qualsiasi costo. E tanto seppe farei in Bologna e nei rapporti dell' Italia Centrale con Tprinòj,. .che- in quel, periodo appare, accanto al Farmi ed al Ricasoli, l'uomo Che sovrastò sopra ogni altro,
II Cavour, col suo alto intuito degli uomini e delle cose, giudicò il Minghetti in quel tempo, così utile a Bologna < (2;.. I suoi legami amichevoli 'politici col gran Conte durarono, anche nella comune breve lontananza dalla cosa pubblica, costanti ed affettuosi. La lettera del Cavour da Ginevra* in data 14 agosto x;9>. e uno dei più begli atte­stati della intimirà esìstente fra i due grandi statisti e della fede incrol­labile che fi animava 'è sorreggeva, nell'opera comune pel raggiungi­mento dell'unità; delia grandezza e della prosperità della Patria. Diceva il Cavour: Le vostre lettere da Torino e Bologna mi giunsero girar ditissime come nuovo pegno di quella preziosa e cara amicizia di cui jiBL avete date prove, in questi tèmpi avventurosi che abbiamo trascorsi.
1(1) MAJfcCó MiNCintvrr, 0)ifntdii!>rn-ìot tli! toiìU- Gùnttiv dì Cavour, lena in Torino il st giugno t8S6. pn. 42-43, >,olgim,'Zanichelli, 1886. (a) Lettere citale, 'tp p.384.