Rassegna storica del Risorgimento
CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; MINGHETTI MARCO
anno
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1925
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pagina
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867
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Cavour e Mhtgfietfi B6j
siete, il Minghetti cooperò entusiasticamente con Cavour, Farini e Fanti alla entrata nelle Marche delle truppe regie liberatrici.
Nell'ottobre, sotto la minaccia dell'Austria, che, correva voce, vor lesse assalirci di fianco, il Cavour, che tanta stima aveva del Minghetti, obbligo, in quei giorni difficili, ad accettare il Ministero dell'Interno, in luogo del Farini, chiamato alla luogotenenza di Napoli. Fu allora che ira le innumerevoli attestazioni di stima, Bologna coniava una medaglia d'oro in onore del suo illustre concittadino (x).
Il Cavour, il -ag." ottobre 1860 chiedendo al Re di potersi assodare nel Ministero il IVI inghetti, netesseva: il più. alto e il più lusinghiero elogio. Ho telegrafato a Farini * scriveva; onde proponesse a V. M. Minghetti che è amico suo quanto e più che amico mio .
... Minghetti, è il più bell'ingegno dell'Italia centrale, è vice-presidente della Camera, ha largo censo. Può tare il ministro sei mesi, e tornarsene quuindi a casa, senza che ciò muti in nulla la sua posizione.
D'altronde ha uno spirito emhienlemente organizzatore, ed è ciò di cui abbiamo maggiore necessita (2) .
E il giorno scesso (31 ottobre 1860), in cui nominava il Minghetti a Ministro dell' Infèrno; scriveva a, Rodolfo Mudinoti che preferiva lui perchè, ne Rattazzi uè Sati. Martino, per allora almeno, gli parevano atti a quell'ufficio, poiché entrambi avrebbero sollevato nel Piemonte un'opposizione vivissima in un partito che non conveniva irritare.
D'altronde nessuno dei due può stare a confronto di Minghetti per ingegno organizzatore. A mio credere questi è il solo capace di ordinare su larghe basi V amminis Ir azione interna dell'Italia*
Per questi motivi :iò debbo mostrarmi seco spieiato e costringerlo a bere sino alla feccia l'amaro calice del potere (3).
11 nuovo Ministro dell'Interno continuò e condusse a termine, sempre sotto. la guida ie col consenso di Cavour, il progetto già iniziato dal Farini, dell'ordinamento amministrativo del Regno d'Italia, con largo criterio decentratore. Fu l'opera sua capitale e più originale, quella che lo rivelò legislatore ardito e novatore, durante quel suo primo incarico ministeriale. E fu desso pure prova dell'armonia perfetta con cui lavoravano e s'integravano i due grandi amici, poiché il Cavour, già stanco da infinito altro lavoro, trovava il tempo di rivedere le leggi compilate
' () GfrovXNM: MAIOU, Biforco Mìngiictitf ì,Bolognesinet/6ò. Estratto dal Bollettino Il Cotnnne di Bologna pt Anno XI, n. 4, aprile 191. (2) Lettere citate, IV, p. 64.
<3) Ivi, IV, p. 81,