Rassegna storica del Risorgimento

CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; MINGHETTI MARCO
anno <1925>   pagina <868>
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868
Gin/anni Maiali
,]] Mmtfhetti-, 4 come potrete convincervene, glj scriveva, bile noie réh'.e troverete in margine segnate (l)P
Sommo tesoro taceva il 'Cavour dell'aiuto e del Consìglio del Min-gfyettj afièke n1hr questioni le più delicate e le più diffidi!. Pc prima ideila' sua morte,: trattandoci la questióne romana con la Francia, mvmr deva a S, A. :ìl Principe Napoleone clic, prima di aderire completa­mente allo proposte, .aveva-' voluto assicurarsi di non incontrare os.te.coK I invincibili in seno: al Consiglio - nel Parlamento. Ed,affermava che per avere questa certezza, gli era indispensabile il concorso di due uomini, di Minghetti e di Ricasolì. Concorso che dopo qualche esitazione, *j non senza- una ripugnanza assai marcata, s'erano impegnati a dargli (sj!)J
Durante la breve malattia, che doleva togliere. all'Italia.il suo più grande Uomo di Stato contemporaneo, il' Minghctti, con sentimento più che amichevole fraterno ;e figliale, si recava assai spesso e s'intratteneva a lungo al letto, dell'illustre Infermo, e con cuore straziato assèrti in I parte anche al supremi deliri del Conte quando questi, ormai fuori dei !;senéi nell'ossessione della febbre che;non gli dava tregua, ripeteva il suo supremo tormentò: 4 Libera Chiesa in libero Stato .
À-yvenuta la morte fatale, alla Camera costernata, dopo fatta la com­memorazione dal Presidente Urbano Rattazzi, Marco Minghetti parlò an* gosciatanierite come Ministro dell' Interno. Egli giustamente si considerò come uno dei più colpiti dalla tremenda sventura. Sentiva di perdere in Cavour non solamente 1* uomo provvidenziale all'Italia che tutti sanno; ma gli era mancato anche il Padre, la guida, il maestro, l'amicò caris­simo. Gon: voce soffocata dallo strazio, reosì, brevemente parlò: * Io non aggiungerò nulla Olle parole pronunziate dall'onorevole Presidente. Ogni detto sarebbe inferiore alla grandezza della sventura ed al nostro dolore .
Nello smarrimento generale che colpì l'Italia sotto la perdita del-ITJomo che appariva allora più che mai necessario; il Minghetti benché tremendamente angosciato e dolente vide tuttavia che, nel grave frsn-i gerite, bisognava sentirsi e dimostrarsi forti e stare férmamente al pro­prio posto per la nobiltà della causa. E voile e seppe essere forte anche perchè l'opera del; grande Scomparso non s'interrompesse e s'arrestasse.
; Ih questi gravi momenti il Ministero sente il dovere di rimaner fermo, al suo posto sino a che S. M. non. avrà provveduto* quindi,, esso conserva la responsabilità intera di tutti gli atti .non solo di ordinaria ariiministraziohe, ma eziandio della politica generale .
(i.) Ivi, VI, p. ,
() Ivi, JV', 1?> ars, e VI, p. 103.