Rassegna storica del Risorgimento

1853 ; COMITATO NAZIONALE ITALIANO ; MILANO ; GENOVA
anno <1925>   pagina <881>
immagine non disponibile

Reiasioni intórno ai moti del 6 febbraio /8f3 *i
ganizzazioncY perefuV anche quelli che all'opportunità avrebbero apulo far bene non volevano darsi la pena di preventivamente unirsi i nume­rarsi: rimanevano {buoni, che erano pochi ,
L'idea, poi, dì Medici di organizzarsi tra Italiani, e di operare senza l'aiuto straniero, era stimata bella e generosa, si, ma altrettanto difficile a (aria accettare al popolo e alla classe media, che pensava t nulla sì poteva giungere a fare se non col concorso di favorevoli op­portunità Europee *. (i).
Pioltì De' Bianchì, che dopo il moto di Febbraio pareva scomparso, tanto che i membri del Comitato di Milano si affannavano per sapere dove egli fosse, nel mese di Luglio si trovava a Stradclla e faceva spar­gere di quando in quando voci di movimenti, che non riscuotevano più fiducia di nessuno e tantomeno dal Comitato di Milano, che stimava impossibile e riprovevole ogni azione.
I processi di Mantova e poi quelli per il moto del 6 Febbraio, gli arresti, l'emigrazione avevano scompigliato e disperso le fila della cp-J spira/ione; per il momento bisognava raccogliersi per riflettere sugli er­rori passati ed evitarne in futuro, meditare, bandire l'idea dell' insur­rezione come solo mezzo attendere la Vera Rivoluzione, sintesi * della
2. Nessun cèntro olì'estera che impóngali sue idèe e -fissil'epoca e il modo dell' insorgere.
j* Un Comitato, dove meglio convenga, e vicino alt'interno,féIUserva dia-nello d comunicazione fra le diverse partì'-d'Italia e presti atta cospirazione in­terna tutti gii aiuti che gli siano richiesti: prepari i lavori statistici e militari che non si possono eseguire neir interno, accolga materiale da guerra, ecc.
4. t/n Comitato o un individuo all'estero che serva di legame colla demo­crazia Italiana, 9 sentii autorità di obbligarne l'azione prima d'aver consultato il:>jiQ.e-fei '.* -senso ingerenza nell'organiszazione interna.
5, Attuare possibilmente una vasta organizzazione mUitarcZpU'ìntcrno e fra l'emigrazione che possa diventare attivai
pyffiftm tentativo isolato, nèyntposfo, via consenso:e accordo preventivo nel caso che si creda di poter insorgere frante diverse parti d'Italia, mediante dele­gali da inviarsi al luogo dove esiste il Comitato,, che serve di attillo di comuni-Cagione fra U organizzazioni locali.
Se queste proposte m paiono le migliori e le pia-adatte, mettiamoci immedia­tamente al lavoro, con prudenza, attività e perseveranza: rispondiamo coWopera indefessa ai nostri etnici e prepariamo in silcozio'ji mezzi per vincerti.
(1) Lettera di C. Alfieri a G. Cauolini. 30 giugno 1853. Carte Cadolini . Arch. Stor. del Risorg. di Mtl. - C. Sforaesco, Doc. XII.
1 -