Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1926
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63
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// Comitato centrai* siciliano di Palermo (184.9-1853) 63
affrontato ogni disavventura di sussistenza, ma sfidato ogni pericolo di esistenza. Senza di essi, i nostri lavori sarebbero assai indietro ed f pericoli, che si avessero dovuti incontrare nell'andamento dei lavori, sarebbero stati innumerevoli. State sicuri che, ove le Sicilia avesse quattrocento uomini, che gli somigliassero, a quest'ora avrebbe inal- berato il suo vessillo di Libertà. Essi sono in gradetta per come io vi scrivo: il primo e secondo sono destinati presso di me per ogni corrispondenza e presso il Segretario del Comitato centrale per ogni corrispondenza d'officio; il terzo, a cui si assegnerà un soldo per la scarsezza del suo vivere, ; destinato per tutto quanto riguarda ufficio di mare} il quarto trovasi in commissione in Termini; il quinto e sesto, per i travagli telegrafici; il settimo, benché di non molto ardire, ci serve talvolta per braccio di segreteria, tal altre per braccio di mare. ;jg.Al sesto si è di già assegnato un altro soldo avendo dovuto lasciare i suoi travagli altrove che gli davano un pane. Ecco tutto quanto ri- guarda il Comitato centrale.
Non vi posso parlare dei Comitati provinciali o per di meglio dei membri che li compongono, né di quelli distrettuali, mentre noi ne ignoriamo assolutamente i nomi, avendo proibito volerli conoscere per nel segreto volere loro travagliare con maggiore franchezza e si- curezza di essi stessi.
Questa sera si riunirà il Comitato centrale per dirizzarvi lettera e per vostro mezzo dirizzare lettera al Comitato europeo. Se vi sa- ranno, oltre le lettere, altre cose da dirvi parzialmente da quel Co-c mitato, per mio mezzo, vi riscriverò domani. Per ora passiamo agli avvenimenti interni.
Credo con questo mezzo potervi inviare il processo di Mastruzzi e compagni; dal quale potete rilevare come le verità di Glandiston * non abbiano arrestato le infamie del nostro governo su i processi, anzi ! anno vìemaggiormente spinti. .Stragiudiziarmente al processo posso dirvi come il giorno della discussione lo sborchissimo sbirro Dcsimone,, tenente di gendarmeria:, braccio; destro della prepotenza, MI-abbia cacciala fuori del Tribunale/''uomini che vi erano con barbe ; ali4 ilatiiitia', piftTl sia. uno dei testìmonii, che negò il latto, che la Gpitte gli voleva fae asserire rientraitoi nello stanzino hadetto {sic) ai '> testimoni, lo prese a schiaffi e lo minacciò di sciabolate, perchè non aveva detto quanto là Corte voleva.
* W- è feUto una Scolii re di questo provvisori.;'Governo a tutti gl'Intendenti, Sottointendenti e Vescovi per la sorveglianza della J*KT verità; nei pericoli che possono avvenire per un disbarco o tfeina-