Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1926
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pagina
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89
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Il Comitato centrale siciliano di Palermo (1949-1852) 89
* Voi che ci accusate d'indolenza, se. foste presenti, mutereste d'avviso*
Quei pochissimi di Genova, che hanno la fortuna di assisterci, * non sono stati i più indolenti degli nomini di tutta l'emigrazione. r* Quando verrà l'ora, il vedrete E' vostri occhi stessi
Non sappiamo come vi sia venuto in mente die in Marsiglia e- sista un comitato, mentre vi si è detto che il Comitato centrale è in Parigi, e io ogni altra parte che (sic) vi sono die comitati a quelli connessi. Ma quelli che - scrivono [da Marsiglia sono de' dissidenti
< e; :vg He sono anche in Malta, che si sono diretti' all'amico in Lon- dra e da lui non hanno ricevuto risposta perchè egli non riconosce che la organizzazione nostra soltanto.
Sia ciò per vostra intelligenza. Noi dunque non possiamo mani- fèstare ad anima yiiva quanto voi ci dite, tranne a quei di Parigi che comunicano con Vomico di Londra. ,
Vi dolete del difetto delle comunicazioni; ma di chi' è la colpa?
Per cinque volte ci sono stati restituiti i plichi; ed è stato un miracolo. Potevate! capitale nelle mani della Polizia. Sono due giorni che vi mandammo un nuovo plico. Speriamo vi pervenga. Se non sarà possibile, incolpatene la fatalità o la Provvidenza. I vapori in- glesi non cominciano il loro corso che Oggi, ed eccovi il primo plico <L che segneremo anche noi della lettera A per sapere se ve ne ab- bia alcuno che si smarrisca. Gli altri vapori inglesi, che sonj venuti
< a Palermo, non toccarono Genova. Noi dunque non potevamo comu- nicare con loro che per solo miracolo.
Le copie delle lettere che avete mandate saranno domani rimesse a Parigi e di là a Londra.
Ci è stato impossibile trovare una persona con cui potrebbe cor? rispondersi in Napoli, e non è stato impossibile a noi soltanto, ma lamico di Londra, a cui se: ;jè scritto più volte. Pure non cesse- remo per questo d'insistere, con la speranza di potervi contentare.
Pare d vogliate rimproverare i pericoli che voi correte e che noi non corriamo. Ma, carissimi Fratelli, non crediate che il nostro sia letto di rose. È verissimo che voi siete esposti a' furori della Polizia napoletana, e sappiamo quanto è vile e feroce, come noi lo fummo un tempo; ma dall'altra parte,; voi avete il conforto del tetto paterno ed una professione da esercitare, che noi non abbiamo, né chi fatica nel senso nostro è qui sieuro> Oggi, 0 domani potrebbero intimarci dì lasciare lo Stato ed ora che la Francia caccia via una parte del- l'emigrazione, ciò importerebbe dover partire per V Inghilterra o per