Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
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1926
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pagina
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93
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Il Cernitalo centrale siciliano di Palermo (1849-1852) 93
mentre taluni si perdevano in chiàccbere, ìl Vergerà e compagni effettivamente operassero.
Da notizie precedenti sapevamo che ben 23 erano le diramazioni del Comitato di Palermo nell'Isola, ma rimanevamo in dubbio sulla consistenza di esse. Le ultime comunicazioni informano sulla loro costituzione e sul loro modo di funzionare.
L'Isola intera è organizzata inComitatì. A capo dei quali è costituito: al Comitato centrale esecutivo di Palermo, composto ormai df 8 membri; che ha sotto di se Comitati provinciali; i quali, alla loro volta, formano i Comitati distrettuali. Questi ultimi istituiscono agenti municipali nei comuni minori*
Primo fra i Comitati provinciali ad essere istituito fu naturalmente quello di Palermo, immediatamente vicino al Comitato centrale, e composto di quattro membri del Comitato centrale residenti in Palermo. Ognuno dei quali, a sua volta, presiedeva e dirigeva i quattro Comitati distrettuali della provincia, e cioè quelli di Palermo, Termini, Cefalu e ' Corleone; costituiti jda'j elementi locali scelti dai dirigenti all' insaputa delle gerarchie superiori e supreme.
Gli altri Comitati provinciali erano diretti dai rimanenti membri (lei Comitato centrale : e 'pertanto il quinto era 'a capo di quello di Messina; il sesto di quefe di Catania e Siracusa; il settimo, di quello di Caltanisetta, che per lo scarso favore incontrato'! nel capoluogo della provìncia risedeva a Castrogiovan ni ;: Ottavo, di quello di Girgentì e Trapani.
Ognuno jdi loro, dopo' scelti i suoi collaboratori, 1 ripartiva alla testa dei comitati distrettuali della sua circoscrizione e cosi di seguito. ' .Sicché la rete di Comitatiche neconseguiva era organica costringeva tutta la "popolazione dell'' Isola infuna propaganda rapida ed efficace, che, al momento opportuno favrebbe potuto creare gravi imbarazzi al Governo...
Per sicurezza e liberta .d'azione, i membri dei diversi Comitati non si conoscevano fra loro; e il Comitato centrale stesso non conosceva se non i suoi membri: né permetteva che si divulgassero i nomi dei seguaci.
I quali non erano scarsi, né tepidi; operavano direttamente sul popolo secondo le direttive trasmesse per tutta qna trafila" di agenti dal Comitato centrale che non compariva e tenevasi pertanto al sicuro delle rabbiose indagini del Maniscalco.
Se qualcuno di loro cadeva nelle, reti" della polizia, come quel P. S.., di cui nella lettera comunicata/dal Friscia al Pilo, poteva pure essere torturato, ma ogni martirio sopportava senza fiatare.