Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1926
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pagina
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96
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9*5 Eugenio Casanova
La risposta si fece aspettare e sembra fosse dilatoria : ciò che non fu mediocre stimolo aj 'quella specie di sdegno, che abbiamo già veduto gì' isolani nutrire contro il Comitato di Londra e i componenti del medesimo non escluso il Mazzini. In verità, a detta loro, quelle supreme gerarchie della Democrazia, che secondo il Carnazza (7 novembre 851) erano allora in pieno sfacelo, non si erano mai curate di rispondere alle proteste di adesione, di riverenza, alle richieste d'istruzioni, umiliate loro. Fuorché il Mazzini, che una sola volta, si sarebbe degnato rivolgere ai Siciliani un suo scritto, tutte avevano fatto sinora mostra d'ignorare le loro sofferenze e fatiche, di rendersi conto dei loro bisogni, mentre si profondevano in aiuti inutili verso tutte le altre parti della Penisola e persino del continente.
Né gli accenni di aiuti mazziniani, contenuti nelle lettere specialmente del Pilo, riuscivano a moderarne gli umori. La stessa insistenza, colla quale domandavano quel catechismo democratico, che ritenevano cotanto utile alla diffusione dei loro principii, né perveniva mai da Londra, indica quanto fossero tediati da quello strano ed impolitico contegno.
Intanto, rispondendo alle promesse e domande di Rosalino e del l'Errante, suggerivano di depositare per ora a Malta i fucili, già pronti; ciò che indusse Francesco Gioeni a rispondere da Malta, in data del 21 ottobre, a Rosalino, suo cugino, quando i colli relativi gli furono consegnati: gli oggetti, da te rimessi, saranno, in breve spediti , e questi a invitare con lettera per gradetta in data del 6 novembre il Ver-gara a ritirarli col solito sistema della presentazione del talloncino tagliato colla forbice (1)
(t) (Autografo di Rosalino. Le parole sottolineate sótìfirlriempite .posteriormente).
in Mg* 0ttseppe Vergava Grachi di Martino - Palermo
Martino mio,
Ti prego di Stirar// dal mio Amxtàrte le onze undici che mi deve datti l'anno scorso. Oggi io sono in massima urgenza, e non posso più attenderlo. Ti prego caldamente a farei questa commissione. Non imuc/imo gl'amici. Io * vivo certo che Ammirate il pianista non ti rispónderà uegativamente. Appena avrai del denaro di mio conto mandamelo presto in Genova ove mi tratterrò, perchè partir non posso per Torino, ove intendo stabilirmi in tutto questo inverno se pria non ricevo il dei*M.. Vii/è itti; veri amici e non mi lasciate in e questa, ove sto malissimo.