Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1926>   pagina <99>
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Il Comitato centrale siciliano di Palermo (184.9-1852) 99
lasciando la sua fobba all'Otello, nella stanza. È venuto alla cogni­te zione della Polizia questo fatto per mezzo di un suo cuggino, che dimora in cotesta; e, fatti tutti le ricerche possibile, son più di dieci giorni questa sparizione, e non si n' saputo nuygKsaprò per awi- sarvi .
Con quella recrudescenza di severità e vigilanza, con quei conati degli esuli termina pur troppo il carteggio fra Palermo Genova per l'anno 1851. Due eventi' assolutamente differenti fra loro, l'uno pub­blico, l'altro privatissimo, contribuiscono a sospenderlo.
Nella notte fra il f<? è. il 2 dicembre 1851 Luigi Napoleone Bona-parte compiva il suo colpo ;d Stato. Con ciò disorientava tutte le emi­grazioni e ne scompigliava per parecchio tempo i disegni. Una profonda sfiducia sottentrava alle sperauze degli esuli; un immenso sconforto e una sensibile disorganizzazione, alle fatiche degli isolani.
Sull'animo di Rosalino Pilo, già depresso da tutte quelle sventure, si abbatteva quasi contemporaneamente lo scandalo provocato dai suoi amori con Rosetta Borlasca.
Cedendo alla ranova- gelosia di suo genero, Barnaba Agostino Quartara, detto in famiglia Nino, Barnaba Borlasca, il quale aveva ami­chevolmente accolto diversi fra gli esuli, come Vincenzo Natoli, Enrico Giuseppe Pisani, Luigi Orlando, Rosalino Pilo, Giuseppe Cottone ecc., e aveva loro permesso di frequentare di sera la sua casa, ove incontra-vansi con sua moglie là signora Teresa, e le figlie sposate l'una al Quartara e l'altra a Daniele Mordilo, chiudeva l'uscio suo ai siciliani.
Dal 20 settembre fino ai primi dicembre '51 spiegava Rosa-lino il 24 dicembre a Luigi Fabrizi sceltosi come padrino, nissunis- simó segno di nuova gelosia diedèinii il Quartara; ed io, quindi, pro- seguii a visitare seralmente la famiglia Borlasca, ove vedea tutte le sere, il surriferito e la di lui consorte nella più perfetta armonia.
<f II 5 dicembre, il 6 ed il 7, mi portai, al consueto, in casa Bor- lasca insieme ad amici, quali soleano seralmente venire presso la su cennata tamiglik, [Però* non fummo, intromessi in Basa, ricevendo per ambasciata che la signora Tei-esa: <e la moglie del Quartara erano ammalate. Tutti gsrestainmo fede ai ciò che si et riferir quando 1 * giorno 8 dicembre,, piej mentre mi trovavo alla Posta, mi vidi avvi- dnato dal sg* Barnaba BorJascaj padre della moglie del Quartara, il quale invitonimt a far due passi in stiflt compagnia, 11 sig. Borlasca cominciò a parlare :É dirmi le seguenti pinole : Sig.r Pilo, per di lei causa, mio genero h foggilo dì mia easa. Mio caro Fabrizi, la-4 gelò a te il pensare come questo discorso mi sbalordì ! Ripetei al