Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1926
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pagina
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101
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// Comitato centrale sMlumo di Palèraw (1849-1852) *ol
Rosolino PÌ:lò>
Se credete burlarvi di mie, come già faceste altra volta, v'ingan-<? nate. E, menitìfè io tutto sacrificavo per riparare, per quanto era pos- sibile, all'onore di tutti, speravo vi sareste diportato come doveva un uomo di onore, allontanandovi da Genova immediatamente.
. Ma dimeniilcavo, ciò pensando, che siete un vite e che trattate da infame.
<s. E pronto a darvi ogni sodisfazione, sono
Genova, r6 Xbre 51.
BARNABA AGOSTINO QUARTARA
È facile immaginare quel che successe. Tuttavia, Rosalino non permise che si accennasse, nella motivazione della sfida, alla signora, ai cui onore asseriva non aver mai sinoa attentato e che doveva essere rispettata da tutti, da loro e segnatamente dal marito e non fatta ludibrio della malignità cittadina. Scelse per suoi padrini Luigi Fabrizi, lratello di Nicola, residente a Nizza, e Vincenzo Natoli; e si preparò severamente al cimento che doveva aver luogo fuori degli Stati Sardi, dopo una sosta a Torino, dettando sotto la data del 30 dicembre; le- sue ultime volontà fSU falsariga tracciatagli da Francesco Crispi.
Il duello non ebbe luogo per la viltà dell'avversarie che burlescamente l'emigrazione chiamava il Barbone o f Orso; il quale, dopo lunghe bestiali tergiversazioni, ebbe la spudoratezza di svelare; afla questura il pseudonimo, sotto il quale si nascondevano a Torino il Pilo [Arnaldo Manfredi] e i suoi secondi, e di fare arrestare ed espellere dalla città il Fabrizi: e quindi di scomparire egli stesso.
Il Fabrizi colse la palla al balzo; e giovandosi di una risposta insolente ricevuta in Genova a tal proposito dall'altro genero del Borlasca, il pubblicista Daniele Mordi io., stato il consigliere e direttore del CO'* gnato nella precedente vertenza, lo trascinò dinanzi a un giuri d'onore composto del Carrano, Pallavicini, Amari P., Nino Bixio, De Cesare, generale Mezzacapo, colonnello Arduino, Giuseppe Natoli. Questo avendo, la sera del jfe6 gennaio, sentenziato che la questione tra il Pilo e il Ouartara era ormai chiosa per la viltà di quest'ultimo, il Fabrizi poteva liberamente chiedere ragione delle sue insolenze al Morchio e battersi con lui. Il duello alla sciabola, in cui furono testimoni, pel Fabrizi, Giuseppe Natoli e il De Cesare, e per il Morchio, l'Antonini e il Milanesi, ebbe luogo il 18 a Quinto in una cucina; e in esso, dopo un' ora di assalti;, il Morchio fu leggermente ferito 'ài braccio destro e toccato alla coscia destra.