Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1926
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pagina
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106
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to6 Eugenio Casanova
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Per cui vi prego da parte di tutti di scriverei é farci giungere 4 idei materiali per attivare il nostro negozio e smentire i nostri ne? -ìnici. La vostra famiglia tutta buona: Pepe vi abrada.
Vostro amico
: M.
AL Mg, Il Sig: J'-iasoMMo Mìo Giostri Genova .
Scemate le prime impressioni del 2 dicembre, e passate le preoccupazioni personali che l'avevano assorto, il Pilo, non meno dell'Errante, aveva ripreso il suo carteggio con Palermo sotto la spinta del JFriseia, che lo aveva maltrattato di essersi lasciato distrarre dall'amore di donna, e del Comitato di Londra che pretendeva il collocamento delle cartelle del prestito nazionale e la resa dei conti.
Tale collocamento era stato affidato., ' in un primo momento, al Pulet, poi, al D'Onofrio e finalmente al Vergara, tinti scomparsi a uno a uno dall'azione. Dei tre il D'Onofrio, che nel Comitato assumeva il n. 5, uscito allora allora dal castello ove era stato rinchiuso, raccòglieva le memorie di quello che ayjeya operato in proposito.
Il Vergara, chiuso in segreta, rimaneva debitore, in attesa di poter conferire cogli amici. I quali, dovendo affidare la corrispondenza del Comitato a qualcuno in sostituzione del n. 1, scelsero il u. 12, cioè Vittoriano Lentini Somma, il più dotto di loro, e veramente tale, quale appare dalle sue lettere. Uomo di purissimi sentimenti, patriota arden-tissimo a tutta prova, ma, per carattere ed educazione, troppo riguardoso dell'altrui opinione alla quale non sapeva forse imporre con sufficiente energia la propria, si avvicinava più alle opinioni del D'Onofrio e del La Porta che non a quelle del Vergara; procurava di persuadere più che di costringere; non dava per fatto quel che non era se non in preparazione; e con pieno garbo richiamava anche gli emigrati a procedere con maggiore ponderazione e previsione, con maggiore chiarezza di mezzi e di scopo.
La sua prima lettera, infatti, domanda che si formuli un piano concreto di propaganda e di azione, che valga a guidare gl'isolani; abbandona parte dei proclami preparati dal Vergara e non ancora pervenutigli; accetta il catechismo che il Raccuglia aveva detto giunto già a Messina; e sostituisce ai precedenti manifesti un appello ai Siciliani, che li rincori e affermi la vitalità del Comitato di fronte a possibili velleità di trionfo del Governo e a possibili diserzioni per timore.