Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1926>   pagina <107>
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M Comitato centrate siciliano di Palermo (1849-1832) 107
Cari fratelli,
Benché gli ultimi avvenimenti della Francia, da cui attendevasi l'iniziativa alla riscossa dei popoli per 1* universale riscatto, avessero, noni giova tacerlo, influito per poco a comprimere lo spirito del nostro paese ovunque trionfante, noi non abbiamo pertanto rallentate per un momento le cure più energiche a rialzarlo e sempreppiù ri- condurlo al suo primo vigore. E ciò abbiamo fatto quantunque in gravissimi imbarazzi pei colpi che si sono dati al nostro centro, i quali non potevano non arrestare un momento le pratiche intavolate coi centri provinciali e, mano mano, cogli altri anelli della nostra lunga catena, che cinge da un capo air altro i paesi tutti dell'Isola.
Nel maneggio dì sì estese relazioni noi siamo stati e saremo o- gnora attivi e attentissimi, non ostante gli ostaceli assai gravi, che il sospetto sempre crescente del dispotismo restaurato ci obbliga di con- tinuo a superare-;- e. in ciò dobbiamo dirlo, i nostri lavori àn rag- giunto H loro scopo, dappoiché il principio, che noi proponiamo, mette ovunque profonde radici e costituisce ovunque l'opinione pre- valente.
Noi, quindi, eoe trattiamo la nostra causa come quella dell'uma- nità, non temiamo punto di cotesti avvenimenti, sicuri, come siamo, che potranno bensì prolungare la lotta, ma strapparci la vittoria,
< non mai.
Però, messi sotto i rigori di una tirannia sospettosa, che, conscia della sua precarietà non bada a violenze per allungarne la durata, la nostra posizione rendesi sempreppiù difficile, fi sempreppiù crescono i pericoli a cui la nostra missione ci espone, che noi affronteremo impavidi.
Ed or che la reazione, sempre crescente, à aggiunto novella bal- danza ai sagripanti di Re Colosso, costoro si dimenano più energi- caraente; e, abbeaché 'ili Governo ostenti di credersi sicurissimo sulle sue basi di melma, addoppia pur tuttavia i suoi rigori imprigionando per sospetti, torturando per intender ciò che non giungerà mai a sa- pere, violando la pace domestica e vietando sinanco, sotto il velo di carità religiosa, all'occorrenza del Giubileo, le riunioni in teatro, nelle ville e i musicali concerti.
Non è quindi fuor di proposito, se esaurito e sì felicemente que-4 sto essenziale lavoro, noi vi appelliamo a dei progetti elle ad attuarsi
< esigono un tempo negli apparecchi, maturità di concerto e i mezzi," che noi non abbiamo, e che è pur giusto di conoscersi in anticipa-