Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1926
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pagina
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118
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tx8 Eugenio Casanova
Palermo, li 17 maggio t5*
Il Comitato centrale di Sicilia dichiara d'aver ricevuto dagli a genti del Comitato Nazionale Italiano, membri del Comitato di Sici-c lia residente in Genova n. 500 cuponi del valore d'un franco per ciascuno, equivalenti a fr. 500 per scambiarli in numerario, quando che stimerà opportuno.
Sono fr. 500.
* Pel Comitato Centrale n. 12
Alla proposta del Lentini Somma pare che facesse buon viso il Pilo; e pensasse di spedire in Sicilia d'elle copie del giornaletto la Settimana che, sotto l'egida di Francesco Crispi, stampavasi a Torino. Se-nonchè vennero a fermarlo così s 'Osservazioni del Friscia, che riporteremo fra breve, come i uuovi guai procuratigli da una recrudescenza di gelosia del Quartara, che gli fece giungere l'ordine di abbandonare la residenza dì Genova. Munito di commendatizie di Giuseppe Natoli per il senatore Mucio, presidente della Corte di Cassazione, e del Duca di San Donato per Pasquale Stanislao Mancini, cui lo presentava come distinto esule siciliano; il quale per ragioni di gelosia di un marito, à avuto da cotesto Ministero l'ordine di lasciare Genova *, Rosalino tornò a Torino. Dove riuscì ad ottenere udienza dal Massimo d'Azeglio e l'annullamento dell' ordine ricevuto. Nelle more, oltre alla corrispondenza cogli amici e alle ricerche di libri per Salvatore Calvino, ebbe la felice idea di farsi visitare dal dott. Maestri, celebrità medica di quei giorni e dell'emigrazione. Sentì da lui che avrebbe ancora potuto guarire, purché avesse scrupolosamente seguite le prescrizioni dategli.
Se ne compiacevano gli amici di Genova, confortandolo a sotto-mettervisi ciò che , secondo Michele Bertolami, a mio debole par rere, non potrà aver luogo senza mettere a sesto quel tale falotico cer- vello, che tu sài! È Vincenzo Errante, ribadendo i consigli, lagnavasi della cocciutaggine di lui a curare il suo petto, cocciutaggine altrettanto grande di quella di Luigi Orlando a curare il proprio occhio ammalato: questi benedetti repubblicani hanno la teste un po' dura! Ciò non ostante, Luigi Orlando, lui testimone, aveva, alle 5 del mattino del 29 maggio 1852, impalmato Maria Parodi, che doveva essergli per quaranta anni '.compagna affettuosa è confortatrice e madre virtuosissima della numerosa sua figliuolanza, facendo strillare gli amici, non sola-