Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1926
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pagina
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119
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// Comitato centrale siciliano di Palermo fiSg-tS) 1x9
mente non avvisati, ma neppure presentati alla sposa quando fossero stati incontrati per strada.
L'Errante, sulle mosse già per trasferirsi a Torino, ove? sperava di poter scrivere nei giornali e guadagnare almeno da vivere, avrebbe voluto che Rosali no, ancora- a Torino, annunziasse a Palermo lo scioglimento del Comitato di Parigi, in termini semplici e misurati ; ma dovette in fine assumersene la partecipazione. Avvisò altresì della cessazione del nostro Ufficio come conseguenza. Offrii l'opera nostra individuale, ove il bisogno lo esiga . (30 maggio i2). Ma la sua lettera, forse per non provenire dal solito segretario e non essere scritta con tutte le formalità pretese, suscitò dolore, sospetto e scontento a Palermo; donde, a scanso di responsabilità, il Lentini Somma rispose con la seguente protesta:
Palermo, 7 giugno 52.
Fratelli,
Una lettera di un di voi, manchevole di firma, datata 28 maggio, ci giungeva priva d'ogni forma che potesse annunziarci l'importante contenuto, e l'importanza di chi la spediva. Questa lettera familiare ci annunziava la famiglia di Parigi esser disciolta; voi, come una conseguenza di essa, seguirne l'esempio.
Vi preghiamo di ritornare a scriverci in modo più officiale sul-* l'oggetto, e quando altro non possiamo ottenere dai fatti nostri, ci contentiamo che quest'atto ei venghi comunicato nel modo da scari-< carci da ogni responsabilità.
Noi acciò meglio ottenere andiamo a scrivere direttamente al Comitato centrale di Londra per sentire dalla bocca stessa del suo capo quali cagioni abbiano potuto dare origine ad un tal fatto, se esso sia parziale, se sia comune a tutta Italia, se esso viene da per . se stesso a disciogliersi o pur no.
Tutte le dovute proteste si fanno dal lato di chi è al suo posto. Noi, ultimo argine alla spietata reazione, qui in Palermo focolare della crudeltà e del sospetto e della tirannia borbonica; noi, perseguitati ed a metà gementi nelle segrete di queste bastiglie, che in ogni sol- dato non vediamo che un fucile per la nostra morte, noi sii prote- stiamo contro della mancanza di vostra cooperazione unica che ab- biamo promesso in nome vostro a questo Popolo abbandonato.
Speriamo che cól primo sicuro mezzo che vi si offre ci darete