Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1926>   pagina <126>
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126 Eugenio Casanova
raggio! Io poi posso dirvi fran.can11.e0te che la discordia proviene della ambizione, che tutti, senza rischiare un soldo, vogliono essere capi del lavoro. Come in fatti il solito nostro amico di corrispondenza questa volta non portò niente a nnoi perchè voi, dice, che non li dasti nulla. Ma per altro mezzo pervenni una lettera che non era ci- frata a nnissuno della nostra famiglia, ma con cifra di nuovo confo. Questa cifra nuova mi fece nascire a mme e ad altri il sospetto che vi fosse un'altra famiglia di differenti principri e risorsimo di aprirlla. Con nostro stupore viddimo che era diretta a uno della famiglia che cerca di aprirsi altra starata per figurare capo della famiglia, mentre sono sicuro che non farà niente perchè non ha fatto mai niente. E così sono tutti gli altri.
Un. 1, che crepa di rabbia, vedendo, che la sua essenza porta tutti questi disordine, lui penza di fare nuova famiglia che digià: si va organizzanno, mettendo fuore quasi tutta la prima, che digià, si è sciolta da se stessa. Ed abbiamo trovato persone distinte, di espe- rienza, coraggio e mezzi. Spero coni altro, comodo che vi scrivino loro e vi danno contò di tutto, come loro spetta.
Abbiamo ricevuto 400 copie della qui acchiusa che v' invio per farvela legere e dirmi se vi piace la firma. Al ritorno del nostro amico mandatimi se vi sono buoni materiali.
La vostra famiglia tutta buona. Pepe e la sorella vi salutano, come ancora tutti gli amici ed io vi abraccio e ini dico il vostro
M.
(a tergo) Al sig. Rosolino ,
Gli stessi membri del Comitato, persuasij da un lato, che*, senza un mutamento radicale, non sarebbero riusciti a far trionfare la propria ambizionej né, volendo, d'altra parte, farsi reciprocamente spalliera, e meno che mai al Lentini Somma, che sconfessavano in tutto e per tutto, scaricandogli sulle spalle la responsabilità di tutto quello, eh'erasi fino allora fatto o verificato e che protestavano non essere stato se non frutto della di lui mente ed unica iniziativa, consideravano già sciolto il Co­mitato stesso. Tuttavìa, per non dover rispondere dello sfacelo effettivo, non osavano addi venire alla proclamazione solenne di quel sciogli tnentt;j-e il Lentini Somma, come se nulla fosse avvenuto; o avvenisse, segui­tava a corrispondere in nome di tutti con Genova, col Mazzoni, col Mazzini.
Uomo, troppo reitto per proceder a quel modo di fronte al mala-