Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1926>   pagina <141>
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// Comitato centrale siciliano dì Palermo (1849-1852) ~Ì4fl
vJ' acchiudiamo una lettera stiecartata. jn quella di Enrico tjr)j anche qui annessa, per fucili che ci dite d'esser pronti.
Crediamo pericolosissima un'immissione precedente allo sbarco di cui abbiamo parlato.
Sarete compiacenti di scrivere anche in nome nostro a Pippo 4 intorno a ciò che .segue: un uomo, che vive nell'interno della provincia, il di eni ingegno è molto noto, vuole publicare un' opera tendente a risolvere importantissimi problemi sociali. Assicura che l'opera sua, di cui non accenna, per convenevole gelosia di autore,. che taluni principi soltanto agli amicij potrebbe molto influire ad uno svegliamento della borghesia a cui da a conoscere quanto interessa il movimento, fatto secondo i nostri principi};.. Or, siccome per ese-* guire la detta publicazione Y autore bisogna emigrare dall' Isola ed abbandonare ogni mezzo di sussistenza, si è perciò che per tutta. agevolazione non richiede che una assicurazione di non lasciarsi mo-
<r 6. Calvi, isolatamente, sema, i seguaci ciré gli si danno o che ha, in che conto esattamente è tenuto da voi?
7. Cam dallo che eos?iÉ Marano è in caso ;di tomaie a farsi strumento d'altri, come nel 48? Che conto possiamo fare di lui?
Amico mio, persuaditi, è mestieri Che si agisca senza; 'tentennamenti e
* senza riguardi: è indispensabile che .' potessimo samare e contare. QÓM'T prendo che l'unione sarebbe utiile, va.niaggios.-x. Io, che non ho motivi di perso- ualità per nessuno e che non saprei1 averne per natura -mia, desidererei più, che ogn'1 altro 1* unione e l'affratellamento. Ma che vuoi farci? Vorremmo ctìrrer dietro all'impossìbile? D'altronde non si tratta che di cominciare divisi, di combattere gli ostinati,e i riluttanti, e di abbracciare gli illusi e i pentiti. Se non ci è chi si spinge non si comincerà. Ma -se si trattasse cTii.ngrificaré liòì, dieci e trenta; e che son essi a fronte della Nazione, di cui giochiamo le sorti? Te l'ho scritto tante volte e te; lo ripeto: abbiamo potuto dirci sfortunati sl- nora; ora dovremo essere chiamati o inetti o codardi. Non vorrei mi si --dicesse
: né l'uno né l'altrrP. Ti pare;he ci sia deU'orgogoglio? Sia pure, non me ne disonoro; io sento l'amicizia, sento qualche altra cosa di buono nel mio cuore, tu dovresti saperlo. Ma senio che agrificherei,.. tutto e tutti a' miei doveri, a' miei principi alla patria- mia,.,....
Qui si spargono degli scritti rivoluzionari M delle diatribe contro il Pre­te sidenle e gli uomini del suo governo. È penetrivi una storia del Colpo di Stalo pubblicata in Londra da JC.rDurrieu. La lessi, ieri. Fa fremere di racca- priccio e di orrore e iirjostrra come i repubblicani e ;i socialisti di Londra non
* stiano colle '.mani alla cintola. Del moto, ce n'è dappertutto. Mettiamo anche noi la nostra mano, per quel che possa valere ,
fjf) Enrico Pisani?