Rassegna storica del Risorgimento

MARINA
anno <1926>   pagina <155>
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t,a fanteria manna italiana nel Risorgimento 155
sinistra, e tirando sugli artiglieri usuici che aeryjyario un pezzo ivi po­sato, gli obbligavano ad abbandonarlo e Cjitèff rijjjasfi in nostro po­tere . Ma passato il ponte i nostri Soldati del Rea! Navi attaccarono impetuosamente anche un reparto 'di cacciatori austriaci obbligandolo a volgere le terga, il che suscito l'entusiasmo delle altre truppe e le più belle. Speranze per l'esito della campagna.
Dopo questo fatto d!imi in cui il battaglione operò unito, i sol­dati del Real Navi vennero suddivisi ed aggregati a diversi corpi del­l'esercito. Non sappiamo perdile si OÉe! spezzare la bella unità morale di questo battaglione che All'inizio della campagna aveva già saputo attirare su di sé l'ammirazione dei commilitoni ed aveva dimostrato eroicamente di essere capace di acciuffare la gloria. Comunque, anche suddivisi, si comportarono sempre con bravura esemplare. E così li tro­viamo aggregati all' artiglieria assediante Peschiera, nonché su due pi­roscafi (Denaco e Ranieri) e su varie barcaecie armate, per paralizzare i movimenti nemici sul (Sarda* onde contribuire al blocco della piazza e per controbattere i barconi austriaci concentrati a. Navene minaccianti il fianco: destro dei nostri volontari operanti nel Trentino.
Fu in queste ctìfGOstanze che tre soldati del battaglione mandati in servizio di ronda con una lancia poterono, con ardito stratagemma ner pressi della penisola Sirmione, catterarè quattro barche nemiche con 17 uomini di equipaggio, S buoi, 12 cavalli e due vetture dirette alla sponda occupata dagli austriaci.
Si può dire, rendendo omaggio all'umile verità tanto facilmente. misconosciuta, che questi reparti di truppe marinare esercitarono coll'e-sempio un'influènza d'emulazione non lieve a fianco dei compagni del­l'esercito in quella operazione difficile, ma sopra tutto penosa per le coni-dizioni topografiche ed idriche della località, quale ftw.là presa di Peschiera nella quale, alla fine, poterono come un di loro con le­gittimo orgoglio lasciò scritto entrare trionfanti .
La bella condotta del battaglione tenuta a Coìto; ed a Peschiera fu notificata con un ordine del giorno agli altri reparti del Real Navi che trovavansi imbarcati sulla Squadra operante in Adriatico, i quali, benché ansiosi di misurarsi col nemico, non poterono emulare i loro, compagni efee militavano a terra, perchè le due operazioni proposte e progettate dal generale Guglielmo. Pepe è dal contrammiraglio Giorgio Mameli, la prima di uno sbarco su Trieste per impadronirsene, la seconda di uno sbarco su Ancona per assicurarla dalla minaccia nemica dal lato delle Marche, non. vennero accettate dal Quartier Generale del Re e dal Go­verno di Torino:.