Rassegna storica del Risorgimento

MARINA
anno <1926>   pagina <162>
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i6a Giuseppe Gonni
non solo favoriscono, ma eccitano anche i militari alla diserzione, in violazione flagrante delle leggi che puniscono con giusta severità i su­bornatori e fautori di diserzione ,
Dopo ciò vennero presi seri provvedimenti per frenare tali diser--zjlnf; s'interessò lo stesso Garibaldi a dare ordini ai suoi di non favo­rirle e molto meno di accogliere soldati regolari di qualsiasi corpo nelle schiere dei volontari; il che dal Duce fu ordinato ed imposto, per non portare nocumento alle forze regie e per non dare pretesti alle Cancel­lerie straniere di protestare prèsso il Governo di Torino.
La rivoluzione garibaldina fatta sotto il nome di Vittorio Ema­nuele II, dalla Sicilia passò a Napoli, Questo avvenimento determinò la-spedizione del generale Manfredo Fanti nelle Marche e allo stesso tempo indusse Cavour, quale Ministro della Marina, ad ordinare alla Divisione navale di presentarsi innanzi ad Ancóna pontificia per coadiuvare l'E­sercito nell'espugnazione di tale città, Durante l'attacco operato dalle navi i soldati del Real Navi che vi si trovavano imbarcati si compor­tarono bravavamente, sì che parecchi di loro ebbero ricompense al valore.
Occupata Ancona, una parte dì essi venne impiegata a dar caccia ad una schiera di gendarmi Pontifici e Borbonici poltre 400 uomini) che, campeggiando fra Ascoli Piceno e Civitanova, taglieggiavano ed opprimevano quelle popolazioni.
Una colonna volante infatti composta di una loro mezza compa" gnia, da un drappello di marinai' rèon due cannoni, da due compagnie del 390 Reggimento di linea, comandata dal maggiore del Real Navi Cav. Carozzi partì da Ancona la sera del 1 novembre su due piccole navi per sbarcare a Giulianova, da dove, dopo molte peripezie e fa­tiche riuscì a saline per sentieri impervi Sino al forte di Civitella del Tronto nel quale s'erano asseragliati i nemici e lo espugnò, non dopo d'averlo bombardato e respinte alcune sortite fatte dagli assediati.
La spedizione durò 18 giorni e procurò al maggior Carrozzi, ai suoi soldati, nonché ai marinai e fantaccini che gli obbedivano, niente­meno che gli elogi di Cavour.
Mentre ciò avveniva sul versante Adriatico, Cavour ordinò alla Di­visione navale di recarsi di fronte a Gaeta ancora borbonica, per coa­diuvare il Corpo del Generale Cialdini che aveva posto l'assedio a quella Piazza. Durante le operazioni di bombardamento dal mare i soldati del Real Navi imbarcati fecero il dover loro non meno valorosamente di quanto: avevano fatto di fronte ad Ancona.
Siamo giunti al febbraio 1861. Gaeta si:' arresev poco ;dopó capì-