Rassegna storica del Risorgimento

QUADRIO MAURIZIO ; STORIOGRAFIA
anno <1926>   pagina <186>
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iH<? Armando Lodolini
Allora il Quadrio corse pericolo mortale che l'insurrezione riuscì assai sanguinosa (i). Da lì s'era portato in Sicilia, risoluto a dividere il pericolo degli insorti rimanendo come pegno dei Comitati rivoluziona­ri (2), lavorando intensamente eoa Francesco Crispi e eoi Rosolino Pilo, e poi recandosi a Malta presso Nicola FabrizL
Da Malta si recò a Londra da dove,, probabilmente, assistette alla guerra del 1859 ed ove non comprese, ci permettiamo di asserirlo, la superba concezione del Mazzini. Il quale anziché chiudersi in un'im­morale (3) intransigenza aveva prima tentato accordi con la parte mo-marchica per impedire l'aiuto straniero, e poi aveva senz'altro appro­vato la guerra, anche se aveva compilato la nota Dichiarazione del 28 febbraio contro l'intervento napoleonico, firmata da altri 155 esuli tra cui Quadrio, Campanella, Saffi, Mario, Mosto, Rosolino Pilo. Ma tra il luglio e l'agosto, dopo la triste Villafranea, quell'eletta schiera entrò tutta in Italia agli ordini dì Mazzini e si sparse per la Penisola ad or­ganizzarvi il moto unitario che Napoleone III sembrava aver tradito.
Al Quadrio ed ad altri toccò il centro.
E questo spiega evidentemente la valanga di appunti ch'egli prese nel quadernetto più su citato sui fatti dell' Italia Centrale.
Qui c'è d'uopo interromperci. Ormai l'eco della guerra del '59 è dileguato, perchè gli eventi d'Italia maturano con rapidità fatale ed
ogni anno segna una nuova epopea.
Maurizio Quadrio, la bontà in persona affila la penna sottile e scrive, nel colmo del Risorgimento italiano, le più belle pagine del no­stro giornalismo polemico e politico.
E poiché, sotto questo aspetto, Maurizio Quadrio non è ancora ben conosciuto, valgano i farraginosi e modesti appunti di cui abbiamo dato notizia, come primo contributo allo studio del più grande giornalista del movimento mazziniano.
ARMANDO LODOLINI.
(1) ERSILIO MICHEL, ultimo moto mazziniano. Livorno, Belforte, 1903.
(2) VrLLARr, Cospirazione e rivolta. Messina, D'Amico, p. 321,
(3) Ripetutasi la stessa situazione politica nel 1866, Mazzini scriveva agli amici repubblicani intransigenti: Il continuare a dire vogliamo guerra d'inizia­tiva popolare quando nessuno risponde, in verità tocca il ridicolo... -ifllstettersi non ha senso, ne moralità .