Rassegna storica del Risorgimento
RIVA GIOVANNI BATTISTA
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1926
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pagina
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Vittorio Adami
72 giugno.
La mia compagnia si fermò tutto il giorno a Uortese mentre due compagnie erano in avamposti verso il lago. Andai a Salò per la eit-. cina. Alla sera partimmo anche nói pel campo degli avamposti. Dormii alla serena e senza coperta ,
23 giugno.
Il battaglione restò agli avamposti Verso le due, quattro barche cannoniere spararonocontro la nostra artiglieria piazzata. al lago ma. senza effetto. Alla sera il battaglione partì per Salò. Qui ci colse un grande acquazzone dimodoché dovemmo rifugiarsi nelle case; alle una e mezza venne battuta l'assemblea, furono distribuite le coperte e partimmo. Nello stesso giorno si doveva arrivare a Vestone a 18 miglia da Salò. Tre chilometri fuori di Salò si fece un alt di un'ora e si riparti all'alba.
Marciava avanti a noi un battaglione del 20 reggimento Garibaldini .
24 giugno.
La marcia fino a Vestone riuscì iatieosa perchè alla notte non si aveva dormito. Arrivammo a Vestone verso le una. Trovai da mangiare e riposai fino a sera. A sera si continuò la marcia per Anfo a 12 miglia da Vestone. Io lui destinato di guardia ai carri; vi gettai il mio sacco e la coperta, ma malgrado ciò soffrii un gran sonno. Arrivati ad Anfo verso mezzanotte trovai del vino e del pane. Poi mi coricai sotto il carro a cui serviva di guardia .
Cara Mamma,
Ti scrivo da un villaggio che non so nemmeno come si chiamil Non mi ricordo nemmeno quanti ne abbiamo del mese;;. 3 solamente che è domenica.
Sono sdraiato su dii ma prato e per tavolo És?M mio sacco. Siamo inoltrati per i.B miglia nella valle Sabbia*
L'ultima lettera che ti scrissi era in data di Portese. Siamo par-fÉS da Portese sabato sera alle otto; e siamo venuti a Salò. Qui ci toccò un maledetto acquazzone che ci obbligò a rifugiarci nelle case dei privati. Alle due di notte ci méttemmo in marcia? io avevo un sonno che non potevo reggermi. Alle tre il maggiore ordinò di -fare un alt e !: posarci per un rijpgil. Io e mio cugino Pisani ci sdraiammo sulla nuda terra e si dormì per un'orft,*