Rassegna storica del Risorgimento

RIVA GIOVANNI BATTISTA
anno <1926>   pagina <204>
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Vittorio Adami
una forma di formaggetta, del mascarpone e quando posso mungo le vacche.
lo e Garoni facciamo cucina insieme ieri abbiamo comperato da Pisani tre franchi di carne di capretto e l'abbiamo cucinata metà allesso e metà arrosto facciamo bollire la carne nel barracchino e così abbiamo dell'eccellente brodo. È già il terzo giorno che siamo sulle montagne e spero tra breve dì andare avanti o tornare indietro.
Ho ricevuto qui sui monti la vostra lettera col vaglia di lire qua­ranta e vi ringrazio moltissimo.
Alla mattina mi alzo alle tre per avere il latte.
Durante il giorno giro per le valli in cerca di casine. Ieri ho com­perato due franchi di burro ed una gallina che ci ha dato buon brodo. ' Pisani poi ammazza sempre qualche vitello o capra e me ne vende sempre.
Quello che manca è il pane perchè ci danno solamente un quarto di pagnotta al giorno.
Io mangio il mascarpone così senza pane.
Mi rincresce che questo è l'ultimo mezzo foglio di carta e per un buon pezzo non potrò più scriverti. E poi adesso dal Tirolo sarà diffi­cilissimo che ti giungano le mie lettere. Però tu sta sempre di buon animo e spera di rivedermi dopo la campagna.
Se arriveremo a Trento o a Riva forse di là potrò scriverti.
Rovida Felice sta benissimo così pure Sperati. Verazzi poi è stato mandato a casa fin da quando eravamo a Bergamo perchè ha mal di fegato. Garoni non fa altro che dormire, di notte presso il fuoco, di giorno sotto le piante. Ho mangiato un po' di neve tanto per dire che ai 20 luglio ho mangiato la neve. Addio a tutti in casa e ai parenti.
Vostro affino BATTISTA
Diario - 21 luglio 1866
Oggi la razione fu come gli altri giorni: un quarto di pane, for­maggio e carne. Però vennero dei paesani a vendere pane, vino, zigari, salame e acquavite.
Diario - 22 luglio 1866
Passammo il giorno ancora al campo.
Siamo in Valle di Daone su di un'altura al disopra di un piccolo