Rassegna storica del Risorgimento

RIVA GIOVANNI BATTISTA
anno <1926>   pagina <207>
immagine non disponibile

// diario di un volontario di guerra del r866 20f
giava di evviva, lo non mi persi mai di spirito ed ho sempre cercato di camparla il meglio possibile. Passavo l'intera notte senza dormire scaldandomi ai fuochi e quando sorgeva il sole mi avvoltolavo nella mia coperta e dormivo profondamente."Sugli ultimi giorni salivano al nostro campo molti contadini con dei vìveri ed allora non mancai più di nulla. Facevo il caffè, la polenta e la rossumata nel mio baracchino cosicché le gamelle del nostro battaglione sono tutte annerite dal fuoco; e ci chiamano il battaglione della gamella bruciata.
Finalmente il giorno 5 arrivò una guida con '1Jordine di partenza. Tutti alzarono un grido di gioia. Ci mettemmo in marcia verso sera e viaggiammo tutta la notte per burroni e sentieri pericolosi. Facemmo dei piccoli riposi, ma non si potè dormire pel gran freddo. Alle 4 po­meridiane del 26 entrammo in Daone primo paese del Tiralo, passammo Bresone e Praso e ci fermammo a Pieve di Buono. Infilai il primo al­bergo che trovai e non trovando nulla da mangiare feci mettere mezzo franco di vino nella gamella indi feci fare una buona polenta in una casa privata e la mangiai con del salame. Ho trovato Bartolomeo Pi­relli nel 30 reggimento. Battistino so che è salvo. Adesso siamo a Storo paese vicino al Carfaro e che il nostro battaglione aveva già occupato fin dal 15 giugno. Anche qui si parla di pace. Un bado a tutti di casa
e ai parenti. Scrivetemi presto,-..
Vostro aff.mo
BATTISTA
Iftoro, 29 luglio r8G6; Cara Sorella,
Oggi ti scrissi due lettere, una prima di ricevere la tua del 27 e l'altra appena ricevuta la tua e questo perchè ero impaziente di met­terti al chiaro di certe favole che ti furono raccontate.
Prima di tutto vorrei sapere ehi è quel signor bersagliere chesìfè battuto ad Ampola. Io che non abbandonai mai il battaglione ti ac­certo che nessuno di noi si è battuto ad Arapola. Che mentre i Gari­baldini battevano ad Ampola noi morivamo di fame e di freddo sui monti della valle di Daone vicino al lago di Campo. È bensi vero che il nostro battaglione doveva prender parte al fatto d'armi di Ampola ma le guide spelte da Garibaldi per rintracciarci non poterono mai trovarci perchè eravamo in un monte deserto, lontano: da- ogni vil­laggio, in un luogo senza nome.
Del resto tu non devi credere ;a nessuno : salvo che a me. È affaito-impossìbile che siano morti dei Garibaldini di fame. Però del 40 reg-