Rassegna storica del Risorgimento
RIVA GIOVANNI BATTISTA
anno
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1926
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pagina
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208
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2o8
Vittorio Adami
gimento che era con noi, ne andarono all'ospedale 400 perchè soffrendo la fame non potevano resistere al freddo e all'acqua.
Credi pure che chi fa tanto chiasso sono .quelli,che allorché noi presirao per i monti se ne andarono a Breno, da Breno a Brescia e da Brescia a Milano. E raccontano M essere feriti ma credo piuttosto che si saranno fatto male alle gambe per fuggire più presto alla battaglia di Vezza.
A me non fanno male le gambe perchè non mi ritirai se non Quando il capitano Oliva comandò la ritirata e la. tromba battè la ritirata. E nel ritirarmi non rotolai giù a rompicollo pel1 monte, ma me ne venni passo passo con tutto il mio equipaggio sulle spalle. E il giorno dopo non corsi spaventato fino a Breno o come altri fino a Milano ma ritornai col battaglione al campo di Incudine e Tolazzi tenente mi disse che sono un buon soldatino.
Tutti quelli che sono a Milano battono la fiacca come diciamo noi in linguaggio militare e quando tornano al battaglione sono ricevuti a fischi. Ma il vero soldato là in cima ai monti era sempre lo stesso.
Io passai due intiere notti sotto l'acqua; la seconda notte ce n'erano due seuza coperta ed io divisi con loro la mia di modo che eravamo in tre sotto una sola coperta. Il mio vicino cheterà uno dei mille, aveva la febbre eppure tanto soffriva di trovarci m. quella condizione. E mi diceva che tali strapazzi non li aveva sofferti neppure ir Sicilia. Eppure il giorno appresso comparso il sole tutti i bersaglieri intuonavano il canto :
Additì'mia bella addio Che l'armata se ne va...
Si fecero asciugare le coperte e si dormi.
Un'altra sera che pioveva la banda del 40 reggimento suonò tutta la sera e noi gridammo evviva senza mai lamentarci.
Ti prego adunque di non ascoltare tu Irte le eiancie dei bersaglieri e dei giornali, e credi pure che il meglio informato sono io. Il nostro battaglione non si è battuto che al Caffaro e a Vezza il 25 giugno e il 4 luglio. Chi parla di altre battaglie mente,
Addio cara sorella. Tanti saluti in casa.
Tuo Affano BATTISTA
Diàrio >. p*3i luglio 1866, Siamo a Darzo acquartierati.