Rassegna storica del Risorgimento

RIVA GIOVANNI BATTISTA
anno <1926>   pagina <209>
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R diario di un Volontario oH guerra del 1866 209
Diario - 2 agosto 1866
Termina l'armistìzio. Incominciano a passare i reggimenti die sgom­brano il Tirolo. Partiamo da Darzo alle ore io.
Ad Anfo si ia un alt di due ore, poi si continua la marcia sino a Lavenone dove siamo acquartierati.
Diario - 3-4 agosto 1866
Ci portiamo a Idro al dì là del lago onde lasciare libero il passo ai reggimenti che si ritirano dal Tirolo. La sera del 4 si dette una festa da ballo nella chiesa ove siamo alloggiati, si raccolsero 120 lire da di­stribuire ai poveri del comune.
Diario - 8 agosto 1866
Stemmo a Idro fino al giorno 8. Alla mattina di questo giorno suonò la sveglia che non avevamo più sentita a Idro; indi venne bat­tuta l'assemblea. Ci radunammo e partimmo. Appena passato il ponte ci tennero fermi per ben tre ore per lasciar passare il 90 reggimento. Passò Garibaldi in carrozza il quale vedendoci pronti dette ordine che ci rimettessimo in marcia. Arrivammo a Darzo verso le una. Ci accam­pammo appena fuori del paese.
Idro, 5 agosto 1866. Cara Mamma,
Abbiamo abbandonato il Tirolo e ci siamo stabiliti in un paesello sul lago d'Idro. Continuano a passare i reggimenti di Garibaldini che si dirigono verso Brescia. Noi non sappiamo il perchè di queste mosse.
Nel nostro battaglione si rilasciano dei permessi per cinque giorni, lo non l'ho chiesto perchè voglio stare a vedere cosa facciamo. È pro­babile che fra due o tre giorni si arrivi anche noi a Brescia, ed allora sarà probabile che di là faccia una scappata a Milano.
Da noi corre voce che vi sia la pace, ma pare che le trattative vadano per le lunghe e che non ci lascino andare a casa prima della metà del mese venturo. Insomma non si sa come sia ed intanto ci tengono in questi paeselli a morir di noia ed a mangiarci il nostro poco denaro.
Ho visto Battistino e l'ho trovato in buona salute. Calfus è tor­nato al battaglione.
Quello che ci stanca di più è l'incertezza e il non sapere perchè si abbandona quel piccolo territorio che ci costò tanto sangue e tanti