Rassegna storica del Risorgimento

RIVA GIOVANNI BATTISTA
anno <1926>   pagina <210>
immagine non disponibile

210
Vittorio Adami
saettici. Tanti giovani che abbandonarono le loro famiglie uomini d'af­fari che chiusero le loro botteghe per venire in, aiuto alla causa nazio­nale, ecco come furono trattati. Si fece di tutto per non farci penetrare nei Tirolo e si aspettò a mandarci ai confini quando gli austriaci avevano già occupati i paesi e le migliori posizioni. Adesso che eravamo già arrivati al forte Lardaro e che preso quello si poteva marciare direttamente su Trento, ci fanno ritirare tutti 1 Tutto il battaglione non vede ora che il momento di essere sciolto.
Speriamo quindi di vedersi presto a Milano e di ritornare alla vita pacifica di prima. Tanti saluti ai parenti e mille baci a tutti in casa.
Vostro Aff.rao BATTISTA
Idro, 6 agosto 1866. Cara sorella,
Mi affretto a riscontrare la tua del 3 corrente, ma non so quando potrò impostare questa mia perchè ad Idro non vi è ufficio postale. L'ul­tima che ti scrissi da Idro andai ad impostarla ieri ad Anfo coi battello e pagando quattro palanche.
Se il tempo è bello andrò anche quest'oggi ad impostare questa.
Ho abbandonato la speranza di venire a Milano perchè ora non si danno permessi a meno di 44 giorni. E fanno così perchè mentre i bersaglieri saranno a casa in permesso si scioglieranno i corpi volontari e tutti quelli che non saranno presenti, al corpo perderanno i diritti della campagna vale a dire non riceveranno i sei mesi di paga.
Qui ad Idro si sta benino; non si spende molto. Si va per le case a far da mangiare. Sono tutte case e stoviglie assai pulite.
Gli abitanti ci vedono volentierie e si prestano a servirci. È vero però che ricevono sempre da noi qualche cosa o pane, o caffè o rancio. Tutte le sere poi vi è qualche divertimento. L'altro ieri sera si diede una gran festa da ballo nella chiesa in Cui sono alloggiate la 3* e 4B compagnia. La porta era gratuita ma un bacile racco­glieva le offerte cosicché dopo pagate le spese di illuminazione e 20 franchi per le trombe (che assieme all'organo formavano la nostra mu­sica) si trovarono lire 120 di netto guadagno che furono consegnate al sindaco onde le distribuisse ai poveri del paese. Ieri sera poi tutte le barche cariche di bersaglieri che ritornavano da Anfo erano illuminate. I contadini poi delirano per la nostra fanfara che la sera batte la riti­rata. Speriamo che facciano presto a; concludere questa pace e a man-