Rassegna storica del Risorgimento

1838-1839 ; MALTA ; GIORNALISMO
anno <1926>   pagina <212>
immagine non disponibile

<'-JA->/AX.>>i-*z>v>>.->>iV-Vi'.>vf./-v y r rr"r* s-r.frr.i>.f,f.?,Sir,r.*;s,-, yv./y-/./W-yy'/;'//
VARIETÀ DI PAGINE SPARSE
La libertà di stampa a Malta e 1 Governi Italiani (1838-1839). (E. MICHEL) Quando il Governo di S. M. Britannica nell* isola di Malta, nel 1838, accordò la libertà di stampa, i vari Governi italiani portarono tutta lo loro attenzione, com'è facile immaginare, sulle conseguenze che ne potevano derivare e più specialmente sull'abuso che di quella con­cessione si poteva fare da parte dei liberali refugiati nell'Isola. Forse, più sollecito di ogni altro, si dimostrò il Governo Pontificio che aveva maggiormente a temere, sia per il numero considerevole dei suoi sud­diti refugiati all'estero, sia per il vivo malcontento che teneva sempre inquiete e agitate le provincie dello Stato, specie le Legazioni.
Sino dal 2 marzo 1838 la Segreteria di Stato avvertiva dei peri­coli che si potevano temere dall'adottato provvedimento di mons. pro-Governatore di Roma, direttore generale di Polizia: La libertà della stampa accordata dal R. Governo di S. M. Britannica nel­l'isola di Malta ha con ragione richiamata l'attenzione dei Governi italiani sull'abuso che possa farsene dai liberali a danno della mo­rale e della pubblica tranquillità. Interessa pertanto che d'ora in poi si ponga tutta la diligenza nell'esaminare tutte le stampe provenienti dall'isola suddetta, perchè rimangano escluse dalla introduzione negli Stati della Santa Sede quelle che saranno riconosciute di spirito irreli­gioso o sedizioso, siccome dovrà sin d'ora rimanere affatto escluso il giornale intitolato L*Imparziale, del quale non tarderà molto la stampa, seppure a quest'ora non sia già stata incominciata... .
Convinto dell'importanza e dell'urgenza della cosa, mons. pro-Gover­natore non frapponeva alcun indugio e il 6 successivo diramava ordini ai Presidi delle Provincie, perchè venisse vivamente richiamata l'attenzione di tutti gl'incaricati politici sulle stampe provenienti da Malta, mentre, in pari tempo, si rivolgeva a mons. Tesoriere generale, perchè egli pure volesse dal canto suo diramare riservatamente ordini analoghi a tutti gli uffizi doganali, segnatamente a quelli posti sul littorale o nei luoghi di confine. *