Rassegna storica del Risorgimento
1838-1839 ; MALTA ; GIORNALISMO
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1926
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217
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Recensioni 217
CAPATOLO III. La questione del Lussemburgo e la pace d'Europa, Itf* glio i866-novembre 1867.
CAPITOLO IV. L'Italia e il papato, dal plebiscito del Veneto, ottobre
1866, all'accettazione del domma della infallibilità, luglio 1870. Si comprende facilmente come nessuno degli altri capitoli del volume sia di tanta importanza per la storia d'Italia quanto questo. Esso lo è anche, perchè ricco di materiale finora non sfruttato, specialmente degli archivi di Vienna e di Berlino.
Dai rapporti di Hùbner, rappresentante dell'Austria presso il Vaticano, dei luglio, novembre e dicembre 1866: Indignazione di Pio DC contro Napoleone III per l'abbandono del Veneto all'Italia, au2i minaccia del Papa di lasciare Roma. Peraltro, lo Stern non crede che essa fosse da preudersj sul serio, quantunque nel porto di Civitavecchia si trovassero a sua disposizione un bastimento da guerra austriaco e uno spagnuolo. Allo stesso Hùbner il papa, nel gennaio dell'anno appresso, osservò: So quello che si desidera a Parigi, si desidera un papa che, come ai tempi di Mamiani, non abbia da far altro che pregare, perdonare e dar la benedizione .
I rapporti di Bruck, rappresentante dell'Austria presso la corte di Vittorio Emanuele II a Firenze, servono a Completare il racconto sulla missione del generale Emilio Fleury, persona di fiducia di Napoleone: Malgrado che fosse da questi felicitato più tardi pel suo successo diplomatico, egli non ottenne dal ministero Ricasoli l'inserzione, nel discorso della corona del 15 dicembre 1866, della rinuncia formale a Roma capitale.
Più significativi ancora i rapporti del barone Kùbeck, successore del Bruck, specialmente le co ifessioni fattegli da Vittorio Emanuele II. Questi avrebbe caratterizzato, nell'aprile 1867, il Ricasoli per sempliciotto, anzi per somaro testardo, e gli altri uomini parlamentari per una massa di rivoluzionari, tenuti però da lui stesso, il re, nelle proprie mani, perchè in grado di comprometterli col-l'eventnale pubblicazione di numerose lettere. Una lettera privata, 3 maggio
1867, di Kùbeck a Beust completa le nostre cognizioni sul modo come il re riusci a seppellire lo scandalo destato da un certo romanzo uscito dalla penna * della signora Rattazzi, sposa del nuovo presidente del consiglio e a lui personalmente molto più simpatico del suo antecessore. Fin dal luglio 1867, il Kùbeck, nei suoi rapporti, caratterizza la condotta di Rattazzi, di fronte alla possibilità di una spedizioue garibaldina su Roma, come poco chiara: Malgrado tutte le rassicurazioni regnarvi incertezza se il governo impedirà o no il nuovo attacco.
A proposito di questo, per la prima volta sono pubblicate dagli atti del ministero degli esteri di Berlino una lettera di Garibaldi, 6 agosto 1867, a Bi-smarck con cui autorizza il tenente colonnello Gustavo Frigyesi, nato ungherese, italiano di adozione, e suo compagno d'armi, a domandargli l'appoggio per la soluzione della questione romana, nonché la relativa istruzione orale, stenografata, del Duce al suo messo: Tutti gl'italiani sarebbero pronti a sostenere colle armi la politica nazionale tedesca per (Sbarazzarsi dell'influenza fatale di