Rassegna storica del Risorgimento
1838-1839 ; MALTA ; GIORNALISMO
anno
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1926
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pagina
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219
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Retemimì
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dell' n maggio 1868, diretta ad un amico tedesco di Mazzini, e destinata ad essere tetta dallo stesso Bismarck, il quale Com'è noto, conservò tuttavia verso quello una grande riservatela, come già verso Garibaldi.
1 numerosi promemoria e le corrispondenze sul viaggio del prìncipe ereditario di Prussia, Federico Guglielmo, a Torino e Firenze, destinato ad adombrare la popolarità del prìncipe Napoleone, nonché sulla pubblicazione, da parte del Lamarniora, della nota diplomatica prussiana del 17 grugno 1866, con cui si era richiesto all'Italia di colpire a cuore la monarchia austrìaca, scritti studiati dallo Stern negli archivi di Vienna e Berlino, se hanno potuto colorire meglio i fatti già noti, non sono però bastati a modificarne essenzialmente il valore. Da rilevarsi tuttavia che Usedom, autore di quella nota, tanto discussa appresso, poteva conservare il proprio posto a Firenze ancora per qualche tempo, soltanto perchè sostenuto personalmente da re Guglielmo I, mentre il prìncipe ereditario e Bismarck desideravano il suo richiamo, e che questo fu ottenuto finalmente dal secondo il i marzo 1869 con la minaccia delle proprie dimissioni in caso contrario. La laboriosa crisi ministeriale del novembre 1869, causa le dimissioni di Menabrea accettate dal re mal volentieri, crisi che fini colla formazione del ministero Lanza, il quale, coll'appoggio di Sella, ministro delle finanze, e di Visconti-Venosta agli esteri, doveva condurre l'Italia, nell'anno appresso, finalmente a Róma, vien chiarita meglio nelle sue fasi diverse che non fosse finora, da rapporti diplomatici degli archivi suddetti.
CAPITOLO V. Tentennamenti della politica francese, dicembre 1867-gitigno 1870.
Com'è noto, il Wertheimer nel suo lavoro particolareggiato sull'antistoria della' guerra del 1870, pubblicato nella Deutsche Rundschau si fc potuto: servire per primo degl'incartamenti viennesi sulle trattative segrete condotte negli anni 1868-70 fra l'Austria-Ungheria, la Francia e l'Italia per una eventuale aggressione da parte della Prussia. Tali atti essendo stati ora, non solo riesaminati, ma anche coordinati e completati dagli archivi di Berlino e Berna, si ha nella opera dello Stern un sunto storico esatto di quel progetto, naufragato, miseramente, dopo non poche modificazioni, alle difficoltà della questione romana, e alla poca voglia dell' Ungheria. Del trattato di questa triplice alleanza con cui r Italia si obbligava a mettere a disposizione degli alleati 200.000 uomini, vengono infatti pubblicate le due redazioni, del i marzo e del io maggio 1869. Però, più importante dei progetti stessi appare il protocollo annesso all' ultimo. Poiché vi si trovano toccati dei tasti che nella storia posteriore d'Italia hanno avuto, rispettivamente hanno tuttora la loro, risonanza. Difatti, l'art. 4 con cui la Francia e l'Austria promettono d'intendersi coli'Italia sulla loro azione comune in occasione della elezione del successore di Pio DC, non richiama alla mente l'azione fra l'Italia e l'Austria dopo la morte di Leone XIII? E l'articolo 5 che accorda all' Italia la creazione di uno scalo marittimo in. una dellle isole della reggenza di Tunisi, non fa pensare alle giuste aspirazioni, disgraziatamente non sempre perseguite, alla costa dell'Africa settentrionale? L'articcolo 6 che ammette la