Rassegna storica del Risorgimento
1838-1839 ; MALTA ; GIORNALISMO
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1926
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Recensioni
rettifica dei confini d'Italia a mezzo dell'annessione del cantone Ticino, in caso
che dalla Svizzera fosse violata la propria neutralità, non ci fa rammentare
certe apprensioni che di tratto in tratto si rinnovano nella stampa elvetica? All'articolo 7 havvi la solita esca ofierta air Italia pure nel 1914: Rettìfica
del confine nel Tiralo meridionale con Trento e .Rovereto a condizioni però
che l'Austria ottenga compensi fuori l'Italia.
Finalmente, nell'articolo 8 non manca neppure l'accenno alla rettifica del
confine italiano verso Nizza di cui, anche in tempi recenti si e confabulato. Peraltro non si crederebbe possibile, tua è un fatto che Napoleone III, nella
intenzione di non lasciar trapelare nulla in pubblico, della creanda triplice, volle mandare appositamente nelle vacanze perfino il proprio rappresentante ufficiale a
Vienna, Gramont, all'epoca in cui la prima redazione fu trasmessa a quella corte: Neppure lui non ne doveva sapere! Ma nulla fu l'efiètto di tale segretume. Difatti Bismarek ben presto seppe di quelle negoziazioni e progetti.
CAPITOLO VI. Progressi e impedimenti del movimento unitario tedesco, novembre 1867-maggio 1870.
CAPITOLÒ VII. La rivoluzione spagnuola e la candidatura Hohenzollern, novembre 1861-luglio 1870. Appena resosi vacante il trono di Spagna per la fuga della regina Isabella, settembre 1868, fu promossa la candidatura di un principe di casa Savoia per iniziativa personale di re Vittorio Emanuele II, in manifesto contrasto al volere dei suoi ministri e anche del candidato stesso, suo figlio duca Amedeo di Aosta. Più tardi l'onnipotente generate Prim, appoggiato dai colleghi Martos e Zorrilla, adocchiò il quindicenne nipote del re, Tommaso, duca di Savoia; però la riluttanza della madre, di abbandonare il minorenne alle mani di rivoluzionari, fu insuperabile. Soltanto allora Prim si lasciò persuadere da Salazar che prima aveva promosso, ma invano, la unione iberica, di adoperarsi seriamente, per la offerta della candidatura, al principe Leopoldo di Hohenzollern, parente della casa Braganza di Portogallo, e destinato poi, per volere di Bismarek, a precipitare Io scoppio della guerra franco-tedesca per la cui àntistoria lo Stern, nell'appendice, pubblica un ricco materiale archivistico.
CAPITOLO Vili La guerra franco-tedesca fino alla caduta dell'impero, luglio-settembre 1870 La questione romana formava allora, come in antecedenza, l'impedimento principale per la conclusione dell'alleanza coli'Italia tanto agognata da Napoleone 111. Ma come prima, cosi allora, si doveva distinguere la politica personale di re Vittorio Emanuele da quella del suo ministero. Mentre il primo, fin dal 4 luglio, desiderava l'immediato intervento armato a favore della Francia, il ministro degli esteri, Visconti-Venosta intendeva conservare all'Italia, principalmente per poter risolvere la questione romana d'accordo coli'Austria, piena libertà di azione, anche quando il re Io ebbe finalmente reso consapevole del progetto della triplice, stabilito fin dall'anno avanti. Per altro Napoleone ottenne nò dall'Austria né dall' Italia la dichiarazione di neutralità armata; dovette invece contentarsi che i due Stati, in aspettazione della