Rassegna storica del Risorgimento
1838-1839 ; MALTA ; GIORNALISMO
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1926
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221
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Recensioni
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lotta franco-prussiana ormai ingaggiata, negoziassero fra loro il progetto di una duplice alleanza. Difatti, all'archivio di Vienna conservasi un controprogetto a quello austriaco, spedito colà il 6 agosto 1870 da Visconti-Venosta. Ma alla fin fine il progetto della duplice naufragò al rifiuto della Francia di soddisfare le aspirazioni dell'Italia su Roma. Del resto, si può essere sicuri che, qualora si fosse giunti alla conclusione della duplice, la politica bismarekiana non avrebbe punto disdegnato l'aiuto dei repubblicani italiani per rovesciare la monarchia sabauda, siccome colpevole di essersi alleata, seppure indirettamente, con Napoleone. Dopo la Vittoria di Woerth, l'Italia non si credeva più legata al suo controprogetto della duplice; anzi Vittorio Emanuele considerava, e lo dichiarava all'uomo di fiducia del ministro austriaco Bensì, Napoleone un uomo perduto; e la concessione fatta dallo stesso imperatore, a mezzo della missione del principe Girolamo, al re Vittorio Emanuele, di risolvere la questione romana secondo gl'interessi degl'italiani, purché accorressero in suo aiuto, giunse ormai troppo tardi. Né parlano chiaro i telegrammi e i rapporti che il Kubeck spedi da Firenze a Vienna.
CAPITOLO IX. La guerra franco-tedesca dopo la caduta dell'impero, settembre 1870-gennaio 1871. Dopo la occupazione italiana di Roma, Bistnarck seppe frenare la importunità del rappresentante di Prussia presso la corte pontifìcia, Arnim, il quale facendo politica per conto suo, volle offrire a Pio IX un ricovero decente nientemeno che in Germania! Quanto alla offerta ufficiale della corona di Spagna al duca Amedeo di Savoia, il Prim la promosse soltanto dopo il fallimento di un suo nuovo approccio confidenziale a Berlino nella prima metà di ottobre 170, per la ripresa della candidatura Hohenzollern, di cui il Bismarck non volle più sapere affatto*
CAPITOLO X. La fondazione dell'impero germanico e la pace, agosto 1870-maggio 1871.
Alla fine di queste note ci sia permessa una considerazione : Se il lettore della presente opera poderosa sulla storia di Europa non si separa da essa coni-
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pletamente soddisfatto, se gli rimane la sensazione di qualche lacuna, tale difetto non è d'addebitarsi all'autore, ma bensì a circostanze esteriori, indipendenti dal .suo volere, Intendiamo la chiusura tuttora persistente di archivi importantissimi, specialmente quelli di Londra, Parigi e Roma. Basti un solo esempio: Mentre lo Siern è in grado di riferire sulla missione Borbolani, ottobre 1868, pèrla candidatura di un principe di casa Savoia al trono di Spagna, dagli atti del ministero degli esteri ;d;i Berlino, vedesf costretto alla confessione restare invece incerto ciò che ti medesimo abbia concluso a Parigi e a Londra! Tale disuguaglianza di accessibilità di atti governativi a scopo di studio mette in condizione d'inferiorità quegli Stati che li tengono segreti, in confronto agli altri che ne permettono lo studio, in cjuanto che al materiale archivistico pubblicato dall'avversario politico, manchi il ;controllo col proprio.
ERMANNO LOEVINSO,