Rassegna storica del Risorgimento

1838-1839 ; MALTA ; GIORNALISMO
anno <1926>   pagina <263>
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avvenimenti importanti, e purtroppo poco conosciuti, accaduti nella nostra Pro­vincia, specialmente durante il periodo del Risorgimento.
NICOLETTI, ANGELELM, GJÀNNANTONI, SPERANZA, GALANTI, e SPADONI G. prendono la parola in merito all'opportunità di istituire o no anche nei piccoli centri della regione musei storici del Risorgimento. Prevale l'idea che, a lato del Museo del Risorgimento di Macerata, istituito da molti anni con carattere regionale, si possono fondare altri nuclei anche in quei Comuni che hanno la possibilità ed i mezzi per cercarli e conservarli decorosamente.
Il PRESIDENTE, terminata la discussione anche su quest'argomento, ed es­sendo esaurito l'ordine del giorno, dichiara sciolta l'Adunanza, ringraziando vi­vamente gì' interveouti e, rendendosi interprete dei sentimenti del Consiglio Direttivo, promette che saranno attuate immediatamente le proposte fatte dal­l'Assemblea:
Il Segretario A. Ricci
COMITATO REGIONALE MARCHIGIANO
Adunanza del Consiglio direttivo del 25 novembre 1925 ORDINE DEL GIORNO
1. Comunicazioni del Presidente.
2. Ammissioni di nuovi soci.
3. Bollettino del Comitato e pubblicazione del carteggio del Comitato di Emigrazione di Rimini.
4. Relazione sul Congresso sociale tenutosi a Genova.
5. - Attività e propaganda.
In una sala dell'Amministrazione Provinciale, gentilmente concessa dal si­gnor Presidente della Commissione Reale per la Provincia, ha luogo l'adunanza del Consiglio direttivo.
Presiede il cav. colon. C. FERRAJOLI.
Intervenuti i signori: Prof. C. ROMITI, prof. E. BONCI, V. MORSESI, dott. G. SPADONI e doti* A. Ricci, segretario.
Hanno aderito scusando l'assenza i signori: On. A. SPERANZA, dott. L. NI­COLETTI, O. ANGELINI.
Il PRESIDENTE, dopo aver salutato e ringraziato gl'intervenuti, apre la seduta.
Dichiara innanzi tutto di non poter continuare l'incarico affidatogli della Presidenza del Comitato Marchigiano, a causa delle gravi e continue occupa­zioni sia pubbliche e private, che gli impediscono di dedicarsi con maggiore zelo alla vita e allo sviluppo del Comitato. Comunica quindi le sue dimissioni ed assicura il Consiglio che non abbandonerà il suo posto fino a che non si sarà provveduto alla sostituzione.