Rassegna storica del Risorgimento

anno <1926>   pagina <_Sommario03>
immagine non disponibile

n
dello del genere, che difficilmente può essere superato. Peccato che Po-pera non abbia potuto essere terminata 1 Ma le esigenze della carriera ne lo distrassero costantemente, come distraggono tutti coloro che, pur troppo, debbono lottare per la propria vita. Libero docente a Bologna, provveditore a Sassari, Pesaro, Roma, fu chiamato dal Panzacchi al Mi­nistero dell'Istruzione; ove entrò come capo gabinetto di lui, per dive­nirne, poi, ispettore, capo divisione e direttore generale dell Istruzione secondaria. Come tale, egli prese parte a tutti gli studi sull' insegna­mento, dimostrandovi quella larghezza di vedute, quella competenza che aveva acquistato nell' insegnamento e nell'amministrazione provinciale. Allora collaborò col Ministro Boselli a fissare lo stato giuridico degli insegnamenti medii e con lui e coi di lui successori a tutte quelle ri­forme colle quali si cercò sempre di raggiungere i fini altissimi asse­gnati a quel Ministero; finché non salì a più alta carica ancora, pasf sando come Consigliere alla Corte dei Conti, nella quale la morte è ve­nuta a coglierlo.
Non ostante tutta l'ossessione sotto la quale lo teneva Falca posi­zione burocratica raggiunta, Vittorio Fiorini seppe rimanere studioso, amante e promotore degli studi storici e lavoratore incessante per il loro progresso. Non meno degli altri studiosi, egli sentì quanto fosse scarsa la nostra storiografia, quanto deficiente la raccolta delle fonti della nostra storia di fronte ai progessi immensi compiuti presso tutte le al­tre nazioni e segnatamente in Germania. Ebbe la fortuna d'incontrare un editore ardimentoso, il Lapi di Città di Castello, che intendeva ini­ziare una raccolta simile per l'Italia; ed egli concordò con lui la ri­stampa e l'aggiornamento dei Rerum Italicarum. Scriptorés di L. A. Muratori. Difficili furono i primi passi segnatamente per la sfiducia che circondava la nuova impresa, l'ostilità di molti eruditi, fra i maggiori, che non sapevano ancora concepire che l'Italia non potesse lavorare se non fosse prona alla cultura germanica, per le spese, che la ristampa importava, e per l'impreparazione degli studiosi italiani a tal genere di lavoro. Il Fiorini resistette impavido all'avversa sorte, sinché, auspice il Boselli, non riuscì a rendere meno acerbi i suoi critici in seno all' Istituto storico italiano e a fare assumere da Giosuè Carducci la direzione della edizione muratoriana.
' Allora deliberatamente spinse il lavoro. Gli studiosi italiani alla dura esperienza della necessità divennero provetti editori di testi anti­chi; e la pubblicazione, non ostante i sarcasmi del Neues Archiv, presto fermati da una fiera protesta del Fiorini, trionfalmente si svolse ad ar­ricchire la letteratura storica italiana di un monumento degno veramente