Rassegna storica del Risorgimento

RIVAROLA ANTONIO
anno <1926>   pagina <277>
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Il cardinale Rivarola e Vattentalo del 1826 277
Pure óM 1815 (3 aprile), rtivàUa Sórte romana* è la seguente lettera :
In Roma avendo osservate.' eke ci sono rimasti .sèi cardinali, li hanno divisi nella seguente maniera: due impiegati,, -che sono Somaglia e De Pietro; due impiagati* e questi sono Pignatellr e Caraffa TTràjetto,. uno vecchissimo e l'altro pieno dacciaecÉPi.; e due impedali, che sono Maury e Feseh, uoW'àijes-sima, e l'altro il sospètìra condotta, e diffidati per tutti in linea politica ì
Questa satiretta verbale fatela conoscere jtì Papa e al cardinale Pasca, col quale non dubito che entrerete in amichevole relazione, come siete stati già in collegio: e in Accademia.
Durante , volo dell'aquila , sotto la minacciamurattiana, Pio VII [aveva, il 22 màfzo, lasciata Roma, passando a Firenze, indi a Livorno ed a. Genova, dovè; vide il Marchese Stefano Rivarola, al quale tessè l'elogio del fratello* Una Giungi di.Stato, presieduta dal cardinale Della Somaglia, della, girale il Rivarola era segretario con voto decisivo, go­vernò nell'assenza del pontefice >eh;e darò sino al 7 giugno.
Frattanto la politica temperata del Consalvi perdeva terreno.
Il Consalvi scrive il Raya tentò di governare eoa criteri larghi ed onesti, se: non proprio con idee liberali... ma ne fu impedito dallo spirito reazionario, che trionfo nell'animo del papa per opera del Rivarola e compagni . (I2).
Ma, ad onta del prolòad dissenso politico, il Rivarola riponeva allora nel Gonsalvi ambizJQse speranze. In una lettera confidenziale au­tografa, il 12 agosto del 615, egli Intratteneva il fratello sur un promet­tente colloquio col Segretario di Statoj ;al qualej avendo egli chiesta li­cenza di recarsi a Genova: Ohj, io ho bisogno di voi! quegli ri­spondeva Non è possibile eli e vi lasci allontanare ! Consalvi dice monsignor Rivarola mi fa tutte le pie buone grazie possibili. Credo che mólto itìfittfeea l'opinione che godo giacché quando si parla d'uno che potesse disimpegnare afiari, tutti nominano Rivarola .. M conclude: Torno a dire che non mi .posso lamentare, che ho ragione di credere che le fvtà bontà' partano da un inia?tnseco principio di bene­volenza. Dopo -uà anno lós à}wms cominceranno a venire;, e i danari uniti alla buona salute sono il 99 per la felicità che si può avere in questo mondacelo J.
(r) Sulle vicende di questi due porporati v. ARTJWK Jffiisiòire du Pape fiie ffiWaàs, Le Clère, 1836, t. II.
(a) La Romagna dal iyg6 al 1828, pp, 162-163.,