Rassegna storica del Risorgimento

RIVAROLA ANTONIO
anno <1926>   pagina <279>
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Il cardinale Rivarola e Vattentato del 1826 2JQ
lettere che gettano sprazzi di luce nella greve atmosfera di quell'am­biente prelatizio : testimonianza tanto più preziosa in quanto il carteg­gio ne è assai parco, essendovi il cardinale che :< 'S.Ò> detta al suo segretario rifuggente del pettegolezzo:
Roma, 6 dicembre 1823.
Il Papa è pieno di buona volontà e di belle vedute, ma si carica troppo di consigli di alti, mezzani e bassi. Questi sono spesso contradittori fra loro,, e spesso dipendenti dalle rispettive passioni. Non lasciano però d'indebolire la determinazione della volontà, che è anche naturalmente meno decisa della de­bolezza fisica che influisce sempre tanto sul morale.
Roma, 7 febbraio 1824.
... Il Segretario di Stato fa quel che può, ma non può molto per l'età e naturale lunghezza e lentezza del dettaglio, e tutto insieme le cose non vanno. CJno de*, consiglieri confidenziali e più sentito è il cardinale Guerrieri, che io chiamo il cardinale Sputavangeli, perchè egli non dubita mai di non dire perfet­tamente, e sostituisce alla discussione, nella quale non sarebbe forte, un inur­bano torcimento di vita o alzata di spalle, nelle quali cose è fortissimo...
Roma, 2/ febbràio J824.
... L'influenza del card. Guerrieri non può essere buona né per il Papa né per lo Sfato., né per la Chiesa, né per altri; ma siccome le fabbriche che non han fondamento cadono facilmente, penso che non sia per riuscire né tanto influente né tanto durevole (i). Quanto ad urtarlo, da Consalvi in poi, che mi ci trascinò per i capelli, non l'ho fatto mai con nessuno, e molto meno lo farei con lui, non per timore della sua influenza, ma perchè i suoi modi smodati sono più fatti per i pugni che per le ragioni, ed io non mi sento di adoperarli. An­netta (2), perchè vede che non ho carica distinta e lucrosa, suppone che abbia de' nemici presso il Papa, ma s'inganna assai per tutte le ragioni, e primo perchè io ragionevolmente non ho né posso avere altri nemici che quelli die aspirassero al posto al quale potrei ascendere io: é> in questa vista non vi è chi non gli abbia in qualunque sia corte. Mòsso aver molti cui non piacerà in ge­nere il mio carattere pronunciato, ma in questo non ho né colpa uè rimediò:, 1 perche non si può essere nello stesso tempo aquila e pipistrello, e ognuno ha la sua maniera di vedere e di pensare, in .secondo luogo, l'argomento di An­netta .potrebbe valer qualche cosa, se tutti gli altri fosser considerati ed io no
(1) Da Ravenna, il 7 dicembre 1824, scriverà: < Di Guerrieri poi Roma ha detto che il Leone aveva fatto l'orso ministro delle sue gràtie . (a) La marchesa Anna Ceceopieri, sua cognata*