Rassegna storica del Risorgimento

RIVAROLA ANTONIO
anno <1926>   pagina <282>
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2Bì Ugo Oxitìa
questa rappresentanza la faremo in due, voi per le bestie domestiche, ed io per le feroci, che aspettano da me il tozzo e la bastonata* (Ra­venna, 22 marzo 1825).
E, mentre i suoi missionari erigevano nel duomo un gran palco, col dissimulato programma d'indurre i fedeli a confessare' i loro pec­cati politici, Agostino di Sant'Agata atta Suburra, della Santa Romana Chiesa Diacono Cardinal Rivarola, della Città e Provincia di Ravenna Legato a Latere, emanava, in data r9 maggio, il primo di quegli editti, che, al dire del Rava, sono dagli storici citati come il miglior saggio dei pazzi metodi del governo assoluto; col quale, tra l'altro, istituiva nelle scale del Palazzo Apostolico una cassetta per le denunzie, garen-tendo il segreto a quelle firmate, additando altresì la posta quale pub­blico tramite, e disponeva che di notte ni uno potesse transitar per le vie se non munito d'una lanterna: onde, come nota il Belviglieri, un buffò di vento poteva condannare un onest'uomo a pena infamante ;> (1). Col successivo editto del 12 luglio ordinava la chiusura di tutte le bettole, solo consentendo la vendita del vino per un'apertura all'altezza di quattro palmi dal suolo, ed a condizione che l'avventore s'allonta­nasse, pena l'arresto, dissetato che fosse (2).
Queste stolte disposizioni come il ridicolo tentativo dei matri­moni tra cani e gatti (liberali e reazionari) faentini (3) suscitavano, più che lo sdegno, l'ilarità dei liberali, e vi fu chi usò lanterne di carta con i colori nazionali (). Racconta il Borgognoni, a proposito delle lanterne :
Anche tra i cardinali c'era chi ne rideva. Il cardinale Sànseverino, legato di Forlì, una sera a teatro essendo comparsa sulla scena una donna con un lume in mano, disse abbastanza forte da poter essere udito dal pubblico, che die' subito in una risata ed in un applauso: Ecco una donna di Ravenna! (5).
II Cardinale, malgrado i suoi impeti e le sue collere, era in fondo un buon-
(1) Op. cit., voi. II (25 della Cotlwfa diretta dal Canni), p, T
(2) Gli editti rivaroliani trovansi nel raro opuscolo Raccolta dì tutti gli editti, notificazioni, avvisi ed altro pubblicati dalla Legazione, Arcivescovato, ete. di Ravenna dalli io maggio a lutto dicembre 8x4, Ravenna, Roveri, 1824. Si ritrovano anche ripubblicati passim nella letteratura rivaroliana.
(3) V. specialmente RAVA: Il maestro d'un Dittatore, pp. 77-80.
(4) V. le cit. Memorie di un vecchio carbonaro ravegnano, p. 12.
(5) E Domenico Ant. Farmi narra che lo stesso card. Stanislao Sànseve­rino soleva scherzare con le dame sull'uso della lanterna, e che adornò di lan­terne la mensa in un pranzo da lui datò (La ÉoìnUgna dal 1706Val 1828, p. n6).