Rassegna storica del Risorgimento
RIVAROLA ANTONIO
anno
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1926
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pagina
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285
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// cardinali Rmarola e Vatteniato dd rBsó 3
rile; creare col di ItMraezza lettere di congiunti i piti prossimi, nelle quali si annunziassero gravi disgràzie, 'clamanti la presenza del detenuto in famiglia] dargli a sperare l'uscita dj, crcetei ed àtei benefici se si arrendeva! mostrargli il danno degli anatemi* in cui era incorso, ed assfeufarlo. dell'assoluzióne per la salute dell'anima; tempera* f rigori, pe dava segno di piegarsi; porgergli ogni sorta; 4Ì conforto se cedeva, nia ttt guisa che dò fòsse: visibile agli altri àGffè~-nuli, onde perderlo nella stima dei pertinaci e farlo servire d'eccitamentè-agli incerti; accrescere la tortura, se non :sf riusciva adornarlo Un altro raggiro pra-ticavasi dal Giudice istruttore, quando l'imputato gli comparivi innanzi pei debiti costituti. Dopo alcune interrogazioni, egli usciva* yéome per soddisfare ad un jsqgno. corporale, e lasciava nel suo. posto il sostituto. Costui akavasi ftìsto con affettata premura; chiudeva Con cautela l'uscio, ed accostatosi al prevenuto* si protestava libéralissimo; any.i dichiara vasi esso pure carbonaro; dava i segni Sfeipafóle dconvenzione; asseriva* di prestar Servizio alla tirannide a solo scopo di giovare a quelli che ÈOlpivàst offriva ;"pròjgj;a recare al di !órj lettere ed incarichi ed esibivasi di dar l'occorrente per iscrivere.
Afferma infine il Trovaiielli, di sugli atti processuali* che, a differenza degl' imputati lombardo-veneti, nessuno di quelli romagnoli commise la menoma debolezza. Quando potrà farsi un completo] iStudio di questo gigantesco processo-, si comporrà un volume che tornerà di massimo onore alla nostra regione (i
Che neLT istruzione dei professi politici afEdatig'lj U Rvarola procedesse indipendentemente da ogni gerarchia: ciò cheì del resto, era nelle sue afcMbu4l!Ék come è detto nella éftata lettera del 29 aprile 1824 risulta evMeute dal sui?: -carteggio. La Segreteria di Stato se ne ingelosì. Eia Segreteria dì- Éfóàp è avversa, a me dirà in lettera 19 maggio M27 << non fómto ié capo, '"éh'é ne' suo memlàri, prepotenti sul capo medesimo, perchè ifròfli gli ho messi fa parte della mia spedale commissione, sulla quale tenevo carteggio diretto eoli Papa ,
Dalle lettere precedenti la famosa condanna "risulta, anzi,, elite: con lo stesso Papa il Rivàroiìa man tenne una certa indipendenza dieriterio e d'azione, e che I-opera sua ebbe un' impronta personale; coinè risulta che il papa propendeva ad un maggior rigore di quello che pure il legato itóò nella condanna. Vanità, brama d'applauso, guidavano, al solito, il nostro porporato. Si .preoccupava dell'impopolarità dog'un eccessivo; rigore giK poteva procagafe, ETssendplà stalla, icognata Mccomaridafà la sorte del conte Odoardo Fabbri, egli rispondeva ::
(1) Op. clttr p- 407-