Rassegna storica del Risorgimento
RIVAROLA ANTONIO
anno
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1926
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pagina
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288
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a88
Ugo Oxilìa.
vinci* é quietissima, ed il mio bravo Vice-Legato è capacissimo di tener fermo stttle basi da me piantate.
Sarò sommamente riconoscente a V*. S. se mi accorda di venire ai suoi piedi, mentre baciandoli devotamente in prevenzione, mi rassegno umilmente, pregandola della S. Apostolica Benedizione.
Da Roma, il 31 maggio, rendeva conto, con lettera autografa, dell'udienza avuta dal papa:
... [II Papa] non mi ha parlato né della Provincia né della tranquillità né del merito di chi l'ha procurata. Cosi figuratevi che hanno fatto tutti ì Grandi, meno il Card. Castiglioni [poi Pio Vili], che me ne ha parlato di proposito. Lansosa tì:oa è nuova per Roma, perchè cento volte ho sentito rimarcare dal zio Michelangelo che quando si-itornava a? suol tempi dalla Provincia, a chi veniva da Bologna, per esempio, si domandava se veniva da Camerino, e cosi viceversa. II mio caso invero era un poco diverso, ma la superbia o l'invidia o la gelosia o l'accidia non sono capaci di rtco.noseere tali differenze. Ma questi sono zuccherini.
Dopo la prima; Visita di ossequio e di complimento, ho avuta un'udienza:* di un'ora e mezzày nella quale ho rassegnato il mio lavoro. Irlo trovato il Padrone montalo a quel rigore, che nella mia maniera di vedere sarebbe di pessima conseguenza, e devo dire anche scandaloso (1). Credo però che sarà passeggero, e che era forse originato nel momento da una 'tèfcfcenaeeia che aveva ricevuta. Sono quindici giorni che tutto questo è accaduto, e sto in aspettazione di una chiamata, come sono rimasto di concerto.
Sarei troppo lungo, e fórse Imprudente, se volessi darvi l'idea del come marciano adesso i sistemi, gli uomini, le cose. Vi basti di sapere che si parte sempre mal volentieri dalla capitale per andare in Provincia; ma per acgomor darsi alla Provincia basta ora ritornare alla capitale.
E il 17 luglio :
Il mio affare grande l'ho combinato testa a cesta con'il Papa, ed in questo la cosa è andata benissimo. Nfi è interamente il mio, ma nella gran maggiorità di quattro quinti ad uno; anzi dirò di più, che vi è stata qualche sottratone, ma nessuna aggiunta sostanziale. In conseguenza di questo, verso il fine del mese partirò per Ravenna.
Era oramai imm mittente la pubblicazione della sentenza, ed egli scrìveva di suo pugno la seguente lettera, da cui più che una seria consapevolezza della gravità delle circostanze traspare la frivola vanità de! prelato:
(IJ Lo stesso card. Albani, non sospetto d'eccessiva mitezza, sconsigliava il rigore, come risulta dal docuni. 1190 del evi, studio della Perl ini (p. 313).