Rassegna storica del Risorgimento

RIVAROLA ANTONIO
anno <1926>   pagina <295>
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// cardinale Rivarola e P attentato del 1826 295
Qui è finito tutto ciò che personalmente mi appartiene, qui finisce Ja triste istoria; ma una afflizione mi comùraà, dalla quale la clemenza di N. S, e la mediazione di V. E. Rev.tna potranno solo salvarmi, come vivamente prego. Parlo delle .misure di rigore che potrebbero esser prese dalla irritata giustizia di , S. a càrico di questa disgraziata e buona città di Ravenna. Esse e nes­sun suo cittadino ha sicuramente parte a ,qiue.sta: enormità. Dacché io venni in Legazione la tranquillità si stabili più 0) raenò 'lì* tutta la atta e paesi; ma con pitì lealtà, con più costanza e con più buona fede non poteva fiorire che in Ravenna, dove si può dire che in due anni e due mesi non si è, per modo dì iejqsrimersi, dato un pugno, meno di qualche contesa d'ordine comune. 11 ma­gistrato e tutti gli ordini della città dal più alto al più umile hanno preso te­nera parte al caso mio, e potrei dire che sono abbastanza tormentati dalla loro desolazione, senza che dovesse per sopraccarico: dipendergliene male maggiore.
Questo dopopranzo, secondo l'ordinario sistema da me stabilito da che provvisoriamente sono alla testa di due Legazioni, vado a Forlì, e venerdì do­popranzo egualmente tornerò a Ravenna, per dare a questa buona città Harrgov-. mento della fiducia; che -merita.
Dalle indaghimi che sonosi praticate scrupolose ed esatte non si ha nes­suna traccia d'onde parta la icosa: ragion dì più per credere che ;un qualche forastiere posseduto dal demonio sia venuto a compiere i suoi scellerati disegni. Quei pochissimi sui quali poteva cadere un lontano sospetto furono diligente­mente perlustrati mezz'ora dopo, e si trovarono immersi in un profondissimo sonno: aggiungendo di più l'osservazione che il forestiero ha scelta la festa di Sant'Apollinare per affettare una plausibile ragione al suo accesso.
Se la Santità di N. S-, dopo i tanti tratti di clemenza che mi ha BSaStj vuol tenere in qualche calcolo i miei poveri servigi ed il pericolo che ho in­contrato, vivissimamente la supplico a volermene; fm grazia in favore di questa città, che raccomando anche a V. MKf: nell'atto che col più profondo ossequio le bacio umilissimamente le mani.
Addi jy luglio 1826* Carissimo Fratello,
Voi avrete imbrividito, raccapricciato al primo annunzio dell'atroce caso. Io non sono né Impaurito né turbato, e godo perfetta salute e serenità. È sempre vero che 11 Signor Iddio nella sua infinita provvidenza dal nivein stetti lanam, e così si è degnato di fare con utò, che avendomi destinato a governare Provincie cosi pericolose, non solo ha voluto per sua misericordia salvarmi, ma mi ha fatto dono anche di un'anima di smalto.
Sentite LOra tuia cosa che sommamente mi consola. La mattina immediata­mente appresso alla disgraziata avventura ordinai un triduo a Maria Vergine Addolorata in ringraziamento per me e per preghiera in favore del ferito, fe­dissi con gli amici: Vedrete che il terzo giorno migliorerà *. Cosi è stato veramente: l'ammalato è stato all'agonia fino al mezzodì del terzo giorno; dopo due ore cominciò a prendere un miglioramento straordinario, nel quale seguita,