Rassegna storica del Risorgimento

RIVAROLA ANTONIO
anno <1926>   pagina <299>
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// cardinale Rivarola e l'attentato, del 1826 299
Foflk. Jf agosto T8.26. Carissimo Frateìloi
Sul conto del Segretario di Stato ho scritto, a voi che la sua lettera era scritta dall'uno, ed io l'ho ricevuta il tre. Non è poi da dubitarsi che in essa mi dicesse che il Papa era stato rammaricatissimo della cosa, siccome esso pure.
Quando nel mio rapporto! ho detto .èie; : Credevo che la. mano dell'assas­sino fosse foraStiera a Ravenna, non ho né pensato né creduto né sognato che alcuno potesse pensare, credere p sognare che non v'abbia avuta parte qualche ravennate per consigliare, per nascondere e per fare tutto quello che è neces-sani0": :àgli scellerati in questi casi. Queste indagini però appartengono a chi dovrà fare il processo, giacché io, nella mia qualità di Legato a lalere, essendo If Spio giudice in Provincia, giacché. tuMÌ gli altri che tìà coadiuvano Sion sono che consultori, ho sul momento protestato di non volermene occupare, non es­sendo né delicato né giusto che uno sia giudice in causa propria. Trattandosi che l'offesa è fatta a due magni ecclesiastici, le causa di sua natura sarebbe di quella Curia. Il Papa ha lodato '.sommamente la mia delicatezza, ma mi ha fatto sentire che la Curia ecclesiastica e la Polizia prendono lei prime istruzioni e nulla più, pensando; 0. che voglia mandare una Commissione da Roma. Quanto poi al sicario, si può dare che non mi conoscesse abbastanza di figura, che sa­pendo che il Legato porta la croce, la quale spessissimo in me si nasconde nell'apertura del giustacore, abbia preso abbaglio col crocione del Canonico Muti,, che gli pende sempre sul petto. Può essere che quella specie di tremore che non è sconosciuto neppure ai sicari, o per lsitrociità del dìefeto che vanno a commettere, m per tintore di non' riuscire a tempo: a fuggire; gii; abbia alte­rata la fantasia ed il polso. Può essere che, non essendo forse alto di statura, arrivasse con difficoltà a superare lo sportello in modo da misurare facilmente la direzione. Insomma, possono essersi date tante cose quante ne può combi­nare la Provvidenza- quando vuol salvare un uomo. Per carità, da adesso in poi non mi parlate più di quest'affare, come se- non fosse avvenuto. So che sono illeso, so che la mia salute è perfetta, so che il Canonico è guarito: di tutto ringrazio il Signore e la protezione di Maria SS. Addolorata; e tutto è detto...
Forti, 23 agosto 1826, Carissimo Fratello, Finalmente Roma ha dato segno di vita. Coli'ordinario scorso mi è stato significato delta Segreteria di Stato che sarebbe spedita una Commissione spe­ciale, che sarebbe composta di diversi giudici criminali, dei quali mi daranno J nomi quando saranno decisamente fissati, alla testa del quali sarà Mons. In-vernizzi, col titolo di Ablegato, Qui finisce la ..lettera d'uffieÌov: Altre lettere poi di amici mi suppongono che, arrivato che sarà in Provincia, darà un editto, nel quale si farà onorevolissima menzione di me, e sarà promesso largo premio a chi scopre gli autori ed i complici dell'atroce attentato. L'ab. Luciardi ha detto benissimo